Sono stato a Sant’Agata durante gli ultimi giorni della campagna elettorale, durante le operazioni di voto e per qualche giorno del dopo voto.
Sono rimasto deluso e anche un po’ amareggiato perché la campagna elettorale è stata caratterizzata da polemiche molto aspre e personali tra candidati e sostenitori dei due schieramenti
che si sono confrontati a distanza e tramite comizi di fuoco conditi con espressioni poco parlamentari, come si diceva una volta.
I problemi reali del paese, della gente che fa fatica ad arrivare alla fine del mese e dei giovani sono rimasti sfocati nella penombra del dibattito che si occupava di ben altro. Di Europa non si è mai parlato mentre tutti sappiamo che quasi il 75 per cento delle leggi che riguardano le piccole imprese vengono approvate in Italia in seguito a precise ed ineludibili direttive europee.
Ai santagatesi non interessano le piccole imprese? Ma come pensate che il Veneto sia diventata una delle regioni più ricche del mondo? Il modello veneto è costituito da una fitta rete di piccolissime, piccole e medie imprese che producono ricchezza e danno lavoro regolare e stabile a tanta gente. A Sant’Agata ci sarebbe la possibilità di creare le condizioni per l’insediamento di imprese che diano lavoro ai giovani e anche ai meno giovani. Ed è ciò che aspetto dalla nuova amministrazione che spero tenga fede agli impegni elettorali.
La pulizia, la manutenzione e la conservazione dei boschi di Sant’Agata sono urgenti e indispensabili
e…l’Europa ci può venire incontro, ma bisogna volerlo e bisogna investire risorse finanziarie e umane.
Ho notato con molto rammarico che l’Europa è distante e distinta dalla cultura
di coloro con i quali ho parlato nel nostro paese (qualcuno mi ha fatto notare che il mio modo di chiamare Sant’ Agata “paesello” lo sminuisce e allora mi astengo). Questa è una lacuna grave, ma colmabile. La scuola prima di tutto ha il dovere di fare conoscere l’Europa alle nuove generazioni e la politica deve farla conoscere a tutti. Moltissimi soldi che si usano a Sant’Agata per mille esigenze vengono dalla tanto ignorata Europa e tanti altri ne potrebbero arrivare se si progettasse in turismo, energie rinnovabili e ambiente . E perché mai la gente di Sant’Agata la vive come se si trattasse di qualcosa di lunare?
Mi piacerebbe saperne di più. Io un’idea ce l’ho, ma ve la dirò in una prossima occasione.
Carmine Granato