Al culto della Vergine “Aiuto dei cristiani” (Auxilium Christianorum) diede forte impulso S. Giovanni Bosco, che negli anni 1864-68 fondò a Torino, in Valdocco, il Santuario di Maria Ausiliatrice.
Il culto della Madonna dell’Aiuto conquistò i santagatesi ed ebbe rapida diffusione, confermato anche dall’adozione dei nomi personali Ausilia, Maria Ausiliatrice, Adiutrice. Ebbe (ed ha) la massima espressione nel mese di maggio, il mese “mariano”, che si celebrava con litanie, musiche sacre, recita del S. Rosario e S. Messa. La chiesa era tutta parata a festa, l’altare della Madonna traboccava di fiori campestri, rose e begonie, che portavano dalle campagne i contadini. Questi rientravano prima dai campi per essere presenti alla sacra funzione la quale, proprio per consentire loro di partecipare, si teneva un’ora prima dell’Ave Maria. Una processione eucaristica, che percorreva le strade del rione di S. Andrea, si svolgeva la sera della vigilia della festa, che si celebrava l’ultima domenica di maggio o la prima di giugno con solenni funzioni liturgiche e portando in processione la statua della Vergine.
La festa, eccezion fatta per i tempi delle due guerre mondiali, si è celebrata sempre con molta solennità, particolarmente dagli anni Cinquanta del secolo scorso in poi, quando si riusciva, grazie anche alla generosità dei devoti ed all’impegno della confraternita della Madonna dell’Aiuto, a far venire famose bande musicali da altri paesi, il predicatore “forestiero” per il panegirico alla Vergine, a far costruire in piazza l’orchestra e numerose luminarie. Le strade processionali venivano addobbate da profumatissimi rami di ginestre; tovaglie e coperte di seta preziosamente ricamate pendevano dai balconi e dalle finestre, mentre petali di rose e begonie cadevano a fitta pioggia dai balconi quando passava la sacra immagine, tanto da far tappeto sulle strade, spargendo nell’aria un intenso soavissimo profumo che si mesceva a quello dell’incenso. Precedevano la statua fanciulle bianco vestite e tutti i confratelli del sodalizio della Madonna dell’Aiuto con la loro mozzetta rosa.
Ancora oggi la festa, celebrata l’ultima domenica di maggio con immutata solennità, grazie all’impegno del Comitato della Madonna dell’Aiuto, è vissuta con viva fede e intensa partecipazione da parte di tutti i santagatesi. Particolarmente commovente rimane la cerimonia di chiusura del mese mariano, che si tiene il pomeriggio del giorno della festa, con l’”offerta della rosa alla Madonna” da parte di una bambina, che canta un inno dolcissimo dal titolo “T’offro, o Madre, questa rosa”, inno scritto e musicato da don Raffaele Anzano, con l’altro dal titolo “Ecco un’altra primavera” (si riportano in appendice).
Da qualche anno completa la cerimonia religiosa una manifestazione popolare che si tiene nella Piazza del Chiancato, poco distante dalla chiesa, con musiche, balli e la sagra delle “pizze fritte”, pizzelle fritte e consumate calde.
Con l’incanto dei fuochi d’artificio che, polverizzandosi in migliaia di stelle, illuminano la notte e le valli di fronte al paese, in un fantasmagorico spettacolo che è un gioco di echi, ombre e luci, ha inizio l’estate santagatese.
Dora Donofrio Del Vecchio
T’offro, o Madre, questa rosa
O celeste Madre mia,
Speme e luce del Cristiano
Su me veglia il pianto umano
Pur commuova il Redentor.
Se ti offersi in questo mese
Fiori e palpiti soavi
De’! ti prego tu mi lavi
Da qualunque fosco error.
Pria che segua il cammino
Della via dolorosa
T’offro, o Madre, questa rosa
Ch’è speranza amor e fe’.
Questa rosa in sé contiene
Il mio vivo puro affetto.
O Maria, quest’anima aspetta
Che il mio spirito voli a te.
Ecco un’altra primavera
Ecco un’altra primavera
Torna all’ara di Maria
E chi torna alla preghiera
Nel suo aiuto esulterà
Ogni fiore di bei costumi
D’umiltà di casto affetto
Ogni ossequio tra i profumi
Del suo amore accetterà
Ogni labbro oggi devoto
Ti offre, o Madre, un pio saluto
Tu del popolo sei l’aiuto
Sei la gioia d’ogni cor.
(Si ripete dopo due strofette)
Non si intende del tuo amore
Chi ai tuoi piedi non ritorna
E nel dì del suo dolore
Qual aiuto invocherà?
Nel tuo aiuto l’infelice
Si conforta e si ristora
Perché tu sei l’adiutrice
dell’afflitta umanità.
(Ogni labbro ecc.)
Tu di grazia redimita
Vergin Madre intemerata
Sei la pace della vita
Sei la luce di ogni dì.
Vena d’oro di dolcezze
Di speranza fonte viva
Tu raddolci le amarezze
Che soffriamo piangendo qui.
(Ogni labbro ecc.)
Presso il trono di tuo figlio
Col tuo aiuto onnipotente
Deh! ci salvi in questo esilio
Dal nemico traditor.
Or che oppressi siam per via
Scorta e aiuta i nostri passi
E nell’ultima agonia
Ci conduci al ciel ancor.
Ogni labbro oggi devoto
Ti offre, o Madre, un pio saluto
Tu del popolo sei l’aiuto
Sei la gioia d’ogni cor.