Artemisium News
25/05/2009
IL RESTAURO DELL'ECCE HOMO
Con il patrocinio del Comune di Deliceto sarà recuperata l'opera di San Gerardo Majella
di Paco Capano

DELICETO - Nel Santuario di Santa Maria della Consolazione di Deliceto è custodito il capolavoro di San Gerardo Majella, un busto in cartapesta raffigurante l’Ecce Homo. Quest’opera d’arte, più volte richiesta dai Redentoristi, è fortunatamente rimasta alla Consolazione, luogo in cui è probabile sia stata destinata dallo stesso San Gerardo, visto il suo amore per il nostro Santuario. A Materdomini se ne conserva una copia in gesso. 
Tempo addietro il Centro Tannoja, tramite la Comunità Mariana Oasi della Pace, custode del Santuario, viste le condizioni precarie in cui versava l’Ecce Homo, decide di avviare l’iter autorizzativo per il restauro del busto; l’Amministrazione di Deliceto raccoglie l’invito a finanziare il restauro: il dado è tratto. Finalmente, qualche settimana fa è arrivata l’ultima autorizzazione, ora non resta che comunicare l’inizio dei lavori e darvi appuntamento alla presentazione del restauro. 
L’Assessore alla Cultura del Comune di Deliceto Rocco Pacella ha dichiarato in proposito: “Il restauro dell’Ecce Homo è notizia di grande rilevanza e motivo di orgoglio per chi, come noi, si è preoccupato di ridare splendore ad un’opera di assoluto valore artistico e religioso. In seguito al bene placito della Sovrintendenza ai Beni Culturali, è impegno del Comune di Deliceto finanziare i lavori”. Intanto continueremo a seguire la vicenda, unitamente ad altre interessanti attività del Centro di Storia Tannoja in questi giorni attivamente impegnato, unitamente al Vicario di zona Don Faustino Marseglia, anche nella peregrinatio del Beato Lucci. 
Paco Capano 
Un po’ di storia… 
Nel 1744 S. Alfonso Maria de Liguori, fondatore dei Redentoristi, si stabilì a Deliceto. Il canonico Giacomo Casati, che da tempo seguiva il nuovo istituto fondato dal Santo, propose di riaprire il vecchio Convento di Santa Maria della Consolazione, il quale divenne un collegio per i missionari incaricati di predicare le missioni popolari e casa di noviziato; dopo qualche decennio divenne anche seminario teologico. Era il 17 maggio 1749 quando Gerardo Maiella venne accettato in prova dai Redentoristi nella Comunità di Deliceto. Terminato il periodo di prova, emise i voti religiosi il 26 luglio 1752. San Gerardo fu ingiustamente accusato di aver intrattenuto rapporti con una donna, dopo essere stato scagionato da questa calunnia fu mandato a Napoli per qualche tempo. In questo soggiorno, come scrive il Tannoja, impara l’arte della cartapesta: “Essendosi imbattuto in una bottega di cartapistaio, che tra l’altro modellava al vivo Crocefissi ed altri simulacri di Gesù appassionato, egli, che avevalo nel cuore e volevalo imprimere negl’altri, più non si volle per invogliarsi del mestiere […]. Cosicché, partendo da Napoli, portò seco vari modelli di Cristo Crocifisso […], per poi formarne le immagini e dispensarle a divoti”. 
Inoltre, sempre da Padre Tannoja, abbiamo la testimonianza della presenza dell’Ecce Homo presso la Consolazione, quando riporta che San Gerardo: “Come aveva ritagli di tempo, non in altro vedevasi occupato, che nel formare queste immagini. Varie di queste si conservano in alcuni luochi. Un Ecce Homo si venera nella sagristia della nostra casa in Iliceto”. La statua in cartapesta risulta semplicemente toccante, dettata dalla presenza di numerose ferite sanguinanti, infatti, il Caione cita come San Gerardo “la maggior parte del giorno la passava in orazione in qualche Chiesa oppure in apprendere la maniera di fare crocifissi grandi di carta pesta, i quali, dopo averli fatti colle forme di gesso, li pingeva poi al naturale, ma in una maniera così compassionevole e colle carni così squarciate ed insanguinate che muovevano a tenerezza ognuno che li guardava”. 
Vincenzo Mazzei (Centro di Storia Tannoja)

 

 

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