Ricordo troppo bene la fiera di San Pasquale di una volta e non ho mai visitato quella che si svolge
attualmente. Le recenti edizioni le ho seguite attraverso il nostro giornale on line. Non so chi finanzia questa manifestazione e quindi mi pongo degli interrogativi non di parte, ma da cronista che non ha solo il compito di riportare notizie, ma anche di porsi qualche domanda.
L’articolo di Mariagrazia Bonuomo parla di artigianato, zootecnia, agricoltura, commercio, turismo. Mi piacerebbe sapere quanti espositori santagatesi e no parteciperanno a questa manifestazione
e quale è stato il bilancio costi/benefici delle edizioni precedenti. E mi chiedo anche in quale modo Sant’Agata “mostra la sua volontà di farsi spazio nell’ambito commerciale per uno sviluppo
economico sociale maggiore” attraverso la fiera di S.Pasquale.
Penso che la bravissima Mariagrazia Bonuomo abbia scrupolosamente scritto ciò che hanno detto gli organizzatori e gli eventuali sponsor della fiera, ma penso anche che bisognerebbe rendere noti sia i costi e i ricavi sia i nomi degli eventuali sponsor e degli espositori anche perché mi potrebbe anche venire la voglia di venire a visitarla.
Non appartengo alla categoria di….”vuoi mettere una volta”, ma ho l’impressione che fosse più importante quella di una volta piuttosto che la fiera che si tiene in questi tempi.
Durante la fiera di S.Pasquale di una volta c’era un grandissimo giro di affari nel settore del commercio del bestiame e di ogni settore merceologico presente; uno degli operatori più importanti era Rocco Barbetta. Oggi tutti hanno la possibilità di andare a Foggia al grande mercato del venerdì o nei grandi magazzini o nei grandi supermercati e quindi dov’è la novità?? A Foggia si tiene una importantissima Fiera dell’Agricoltura e di convegni a Sant’Agata se ne possono tenere anche uno alla settimana senza aspettare la fiera di S.Pasquale e le sue tensostrutture che costano moltissimo e che, al confronto del Convento di San Carlo che faceva da sfondo, sono bruttine assai.
Carmine Granato