Artemisium News
14/05/2009
FORMAGGINO E LINGUAGGIO DELLA CAMPAGNA ELETTORALE
di Carmine Granato

Poco prima e durante la campagna elettorale chi  è al governo di una nazione o di un paesello

cerca di  ingraziarsi gli elettori  realizzando delle opere che potevano e dovevano essere fatte a

tempo debito, ma delle quali la gente si sarebbe dimenticata.

Chi amministra cerca di distrarre la pubblica opinione mettendo sotto la cenere debito e manchevolezze  e attaccando  pregiudizialmente chi osa presentare un’altra lista.

Pregiudizialmente perché chi si candida per la prima volta  può essere giudicato male solamente per pregiudizio infatti non ha mai amministrato il paese. Chi si presenta  per la prima volta  ha il vantaggio di potere e di dovere  giudicare l’amministrazione uscente sui fatti e sui misfatti commessi.

I governi e le amministrazioni uscenti elargiscono contributi  sotto varie forme  legittime e anche poco nobili , ma che sanno tanto di vero e proprio voto di scambio. A livello governativo si parla di  spartizione di lavori importanti e molto ricchi di denaro mentre a livello di paesello spesso si tratta di veri e propri “formaggini” dati a “topini” che da soli già sono ben pasciuti, ma che vogliono assaporare il gusto della elargizione politica per dare un senso per la verità non molto nobile al loro voto.

In queste circostanze anche le persone che valgono un solo voto sono importanti perché si vince anche per un voto in più.

Per  conquistare il voto degli elettori – ma non la stima - durante la campagna elettorale spesso si usa un linguaggio colorito e molto offensivo nei riguardi dell’avversario politico che a volte viene trattato da autentico nemico. Questo modo di fare arrogante e anche maleducatamente offensivo  non sempre dà i frutti sperati; accade invece che gli elettori  diano la loro fiducia a chi è attaccato senza motivo alcuno e soprattutto senza che  abbia mai dato prova di essere  un poco di buono.

Non siamo nati ieri e sappiamo che  la politica è  battaglia anche aspra, ma in una piccola comunità come quella di Sant’Agata  i toni forti e da rissa  sono fuori posto  perché ci conosciamo tutti.

Ci auguriamo che la campagna elettorale sia  combattuta, ma che le armi siano dialettiche e che il confronto avvenga sui fatti e sulle cifre e  che essa non sia un festival degli insulti e delle risse da cortile.
Carmine Granato

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