01/04/2009
IL ROSA, L`AZZURRO, IL GIALLO
di Rina Di Giorgio Cavaliere

Articolo tratto da www.stampasud.it
Leggiamo il quotidiano dotato della pagina con le previsioni del tempo o seguiamo il servizio meteo televisivo giornaliero: tempo instabile, possibili precipitazioni, temperatura variabile. La primavera, in ogni modo, anche questa così incerta, rimane la stagione che si caratterizza per le tonalità più dolci, i colori che simbolicamente rappresentano la vita. E’ interessante notare questo simbolismo che ha in sé un messaggio di vita, come il giallo intenso della mimosa: fiore ormai associato alla festa della donna per il giallo del sole, fonte di ogni energia.
Basta prendere in mano un singolo filo d’erba, per soffermarsi sulle piccole cose: si può illustrare per ore un semplice filo d’erba o un semplice petalo di rosa. Queste sono le lezioni che stimolano anche i nostri ragazzi alla ricerca e all’osservazione. Così riusciranno a maturare un gusto estetico, ad afferrare quelle sfumature artistiche che, purtroppo, sfuggono alla maggior parte di noi, ma loro, gli adolescenti, hanno il progetto di vita da realizzare: diventare uomini! Un cammino che è costellato da crisi, cioè di abbandono di uno stato inferiore e di conquista della maturità umana.
Un filo d’erba racchiude in sé tutta una serie di tonalità che va dal giallo-verde al blu-verde, rimanendo alla superficie dell’osservazione, noi coglieremo solamente un aspetto generale e parziale delle cose. La pianta acquatica Nitella, secondo gli studiosi di botanica, può diventare una specie di stele di Rosetta (reperto trovato a Rosetta sul delta del Nilo, durante la campagna napoleonica del 1799, servì di base per la decifrazione dei geroglifici), per interpretare i segreti gelosamente custoditi, che si trovano al confine tra lo spirito e la materia. I dottori K. S. Cole e H. J. Curtis hanno scoperto che le singole cellule di questa pianta sono virtualmente identiche alle fibre nervose degli animali e dell’uomo.
Non possiamo, naturalmente, parlare della primavera e dei suoi colori senza ricordare la Santa Pasqua. Il simbolismo della Resurrezione fa parte del grande quadro della primavera, dove la vita si rinnova e risorge come il Cristo. Molto vicina ad una rappresentazione pittorica del Rinascimento, quando gli artisti raffiguravano la scena della Crocifissione sullo sfondo di cieli azzurri e di paesaggi pieni di luce; lontana dai pittori dei secoli successivi che, avendo riscoperto il racconto dei Vangeli, immergeranno nelle tenebre il momento della morte del Redentore.
di Rina Di Giorgio Cavaliere