23/03/2009
PANE E LAVORO ANCHE NEL XXI SECOLO DI SANT`AGATA
di Carmine Granato

Si avvicinano le elezioni amministrative e a Sant’Agata fervono i preparativi per i programmi
con i quali i candidati si presenteranno ai cittadini per chiederne la fiducia.
E’ un rituale antico come il mondo. Chi ha i capelli bianchi come chi scrive ricorderà tutte le promesse fatte durante le campagne elettorali amministrative, politiche ed europee e non mantenute. Quanti discorsi roboanti e pieni di retorica abbiamo sentito; quanto populismo ci è stato propinato da politici e politicanti furbi e sfacciati che tredici giorni dopo le elezioni hanno dimenticato ciò che hanno solennemente detto durante la campagna elettorale.
Gli esempi sarebbero davvero tanti, ma faremmo torto all’intelligenza dei nostri ventidue lettori
se facessimo un elenco di politici e di promesse non mantenute. Non basterebbero tremila chilometri di capienti scaffalature per contenerle e ci faremmo tante risate rileggendole e guardando la realtà nella quale viviamo.
Osservando la realtà italiana odierna mi vengono in mente gli artigianali cartelli fatti con gli scatoloni della pasta sui quali da bambino leggevo:”PANE E LAVORO”.
A Sant’Agata forse non c’è nessuno che ha urgente bisogno di pane; io almeno lo spero.
Ma sicuramente c’è tanta gioventù che ha bisogno di lavoro, che ha bisogno di realizzare il suo sogno di rimanere a Sant’Agata o di non allontanarsene molto anche solamente per andare a lavorare. Non amo molto i giovani pigri che voglio la casa in piazza e il lavoro a sedici passi dall’uscio di casa. Siamo nel XXI secolo e i giovani devono imparare a pensare almeno europeo, ma i giovani hanno diritto di progettarsi la loro vita ed hanno diritto a sognare ciò che desiderano come e meglio degli adulti.
Ho salutato Alfredo, il figlio del mio maestro Claudio Nova, che vive e opera negli Stati Uniti
e l’ho trovato sereno e consapevole della scelta fatta. Certamente Alfredo è stato ed è un privilegiato perché i suoi genitori non lo hanno ostacolato, ma anche lui ci ha messo del suo perché ha sempre studiato e lavorato e lo fa tuttora. Ed altrettanto dovrebbero fare tutti i ragazzi di Sant’Agata.
Speriamo che la prossima amministrazione civica sia all’altezza dei tempi. A Sant’Agata occorre un progetto di rilancio occupazionale del paese con il consenso di tutti perché da uno sviluppo del paesello abbiamo tutti da guadagnare in tutti i sensi.
Non tocca a noi dare indicazioni di voto perché non è nostro compito e la mission del nostro piccolo-grande medium è quello di fare da ponte tra i santagatesi ovunque residenti e quindi ci limitiamo ad augurarci che le elettrici e gli elettori santagatesi sappiano scegliere i migliori.
Ne abbiamo un urgente bisogno. Tutti.
Carmine Granato