Taranto, 7 marzo 2010.
Ennesimo 0-0 dei rossoneri nella difficile trasferta di Taranto. Il risultato di parità non basta però ai satanelli di evitare l’ultima posizione in classifica. E stavolta il Foggia ha avuto una buona mano dalla dea bendata. Se si considerano le numerose occasioni da gol sciupate da Corona e compagni e gli strepitosi interventi di Milan nella prima frazione, la gara avrebbe potuto prendere una piega diversa. Ora, raggiunto il punto più basso della stagione c’è veramente da augurarsi che il doppio turno casalingo (non facile, per la verità) con Reggiana e Potenza venga affrontato con altra determinazione e soprattutto che venga sfruttato al massimo. Altrimenti bisognerà rassegnarsi al peggio. Mister Ugolotti tra infortuni e squalifiche deve ridisegnare la squadra. In porta si rivede Milan. Sulle corsie esterne i confermati Carbone e Micco. A centro area l’inedita coppia Di Dio – Torta. A contrastare gli avversari a centrocampo e a proporre la costruzione del gioco ci dovrebbero pensare Agnelli e Velardi. In avanti, a supportare l’unica punta Ceccarelli, ci sono Millesi, Trezzi e Mancino. Il Foggia, così riveduto e corretto, denota sin dalle prime battute un certo nervosismo. La sconfitta casalinga col Cosenza ha lasciato il segno sul morale di Mancino e compagni. Ma anche psicologicamente gli uomini di Ugolotti non sembrano messi bene. Il Taranto è di un’altra categoria e surclassa in modo evidente gli avversari in tutti i settori. Dal punto di vista tecnico-tattico non ci sono paragoni. Anche sul piano fisico ed atletico gli ionici sembrano lontani anni luce. In campo c’è una sola squadra: il Taranto. I rossoneri, invece, sono in forte difficoltà e cercano di limitare i danni. Il gol del vantaggio per gli ionici potrebbe arrivare da un momento all’altro. E se non giunge è solo perché in fase conclusiva gli avanti rossoblu sciupano di tutto e di più. In più c’è un super Milan ad opporsi, che vuole far ricredere chi lo aveva messo da parte e che si esalta con interventi strepitosi. Sulle corsie esterne Scarpa e Cuneaz saltano i rispettivi dirimpettai quando e come vogliono con una disinvoltura allarmante e i pericoli per la porta rossonera sono a “ripetizione”. Tante sono le occasioni da gol sciupate dai padroni di casa. In lunga serie, Corona (11’ e 40’), Migliaccio (18’), Ferraro (20’, 25’, 39’ e 41’), Scarpa (24’) mandano in onda il festival del gol mancato, sciupando palle-gol incredibili, trascinati dal folto pubblico dello Iacovone. E il Foggia ? Niente di particolare. Non pervenuto. Inesistente. Indeciso e inguardabile in difesa (Milan escluso), confuso a centrocampo. Inconsistente ed anonimo in attacco. Quasi rassegnato alla sua sorte già scritta. Solo nel finale di tempo si fa vivo dalle parti di Bremec con uno scambio tra Ceccarelli e Mancino con tiro di quest’ultimo da … dimenticare. Non cambiano le cose nella ripresa, almeno inizialmente. Il Taranto è sempre padrone del campo e il Foggia, annichilito, è all’angolo in attesa del colpo del ko. Il centrocampo ospite non riesce a contenere un Taranto “scatenato”. Spettacolare la conclusione al volo di Cuneaz (13’) respinta da Milan e palla sui piedi di Corona che sciupa dall’altezza del dischetto. I due tecnici effettuano le prime sostituzioni nella speranza di sistemare al meglio i rispettivi schieramenti. Molto discutibile e sottolineata dai fischi la scelta di Dellisanti di sostituire Cuneaz (17’), sicuramente tra i migliori in campo. Altrettanto censurabile il cambio effettuato da Ugolotti che inserisce Colomba per Velardi (che platealmente non condivide). Intanto, col passare dei minuti, il Taranto non è più pimpante e arrembante e, di tanto in tanto, i rossoneri si affacciano timidamente oltre la propria metà campo, senza creare il minimo pericolo alla porta difesa da Bremec. I minuti trascorrono inesorabili e la gara non è più intensa. Il Foggia ora può respirare e amministrare il prezioso risultato di parità con minor affanno. Anzi, se avesse maggior convinzione nelle proprie possibilità potrebbe approfittare del momento di appannamento degli ionici. Ma Millesi (50’) nei secondi finali non ha la forza nelle gambe di battere a rete e cogliere un immeritato “colpaccio”.
TARANTO - FOGGIA 0 - 0
Taranto (4-4-2): Bremec s.v., Calori 6, Bolzan 6, Coppola 6, Migliaccio 6, Prosperi 6, Scarpa 6.5 (28’ s.t. Innocenti s.v.), Quadri 6.5, Corona 5.5, Cuneaz 7 (17’ s.t. Russo s.v.), Ferraro 5.5 (40’ s.t. Giorgino s.v.). A disp.: Barasso, Panarelli, Taulo, Rajcic. All. Dellisanti 4.
Foggia (4-2-3-1): Milan 7, Carbone 5.5, Micco 5, Agnelli 6, Di Dio 6, Torta 6, Velardi 6 (18’ s.t. Colomba 6), Trezzi 5.5, Ceccarelli 5.5 (24’ s.t. Caraccio 5.5), Mancino 5.5 (41’ s.t. Desideri s.v.), Millesi 5.5. A disp.: Bindi, Sgambato, D’Agostino, Quadrini. All. Ugolotti 5.
Arbitro: Massa Davide di Imperia 7.
1°Ass.: Vuolo Fausto di Nocera Inferiore 7.
2°Ass.: Masuccio Liberato di Ariano Irpino 7.
Note: Cielo nuvoloso e giornata fredda. Terreno in buone condizioni. Spettatori 4.000 circa. Ammonito: Calori (T). Angoli 12 – 2 per il Taranto. Recuperi p.t. 0’ e s.t.5’.
Nella foto Ceccarelli, in ombra allo Iacovone.
di Lino Mongiello