(09/05/2019)
DE BEATA MARIA VIRGINE CONSOLATIONIS
Anticipazioni sulla Tavola custodita nel Santuario della Consolazione di Deliceto di Vincenzo Mazzei

di Vincenzo Mazzei
iPh Vincenzo Mazzei
 iPh Vincenzo Mazzei


 

Vincenzo MAZZEI

Questo comunicato anticipa alcuni elementi emersi nell’ambito di una ricerca sulla Consolazione, al momento si intende richiamare l’attenzione sulla tavola raffigurante la Madonna Allattante (foto 1), custodita nell’omonimo Santuario Mariano di Deliceto. Foto 1 – Tavola raffigurante la “Madonna della Consolazione” di Deliceto, foto Vincenzo Mazzei Della ricerca, in corso, si ritiene utile anticipare due aspetti riguardanti la tavola. Il primo chiarisce come “circa l’anno 1680” sia stata portata nell’Abbazia di San Guglielmo da Vercelli al Goleto1 (situata in c.da San Guglielmo nel Comune di Sant’Angelo dei Lombardi in provincia di Avellino) e sulle modalità “furtive” dello spostamento, come si evince da un documento pubblicato su Spicilegium2. Questo elemento pone la tavola in una dimensione storico-religiosa più ampia3, ed è giusto che gli studiosi ne vengano a conoscenza. Il secondo aspetto riguarda la possibilità di attribuire la Tavola al Maestro del Tondo di Greenville, ciò scaturisce dal confronto degli elementi presenti nella Tavola della Consolazione con quelli “visibili” in una foto della Madonna con Bambino opera attribuita al citato Maestro. Questo è un elemento di assoluta novità nella storia della Consolazione, difatti, se si riuscisse ad attribuire con certezza ad un seguace del Perugino la tavola della Madonna della Consolazione aprirebbe scenari e percorsi nuovi che porterebbero la tavola e quindi la Consolazione alla ribalta in ambito internazionale; è raro che un’opera dal grande valore artistico infonda una così forte devozione4. Bastò che il conte Giovanni Appiani (missionario) e Sant’Alfonso Maria de’Liguori5 1 Padre G. Mongelli nella sua “Storia del Goleto” (Ed. Irpinia, 1979) ci informa come nel 1647 venne realizzato un nuovo sarcofago per San Guglielmo mentre successivamente la Chiesa fu oggetto di lavori, infatti i pellegrini nel 1672 la ritrovarono “adorna e comoda”, questo lascia supporre che quel “circa l’anno 1680” possa essere anticipato e/o che gli interventi siano proseguiti negli anni seguenti. 2 il documento riporta un manoscritto di S. Alfonso che si rifaceva ad uno scritto del Canonico Giacomo Casati e fu pubblicato nel 1957 da Andrea Sampers in Spicilegium Historicum 5, Ed. CSsR. 3 è significativo che i Padri Verginiani per adornare l’altare maggiore della Chiesa, nell’Abbazia in cui “riposava” il loro santo fondatore, avessero scelto proprio la tavola della Madonna della Consolazione di Deliceto. San Guglielmo da Vercelli, fondatore di Montevergine, morì nel 1142 nell’Abbazia del Goleto e il suo corpo venne ivi sepolto e custodito sino al 1807 anno in cui venne trasferito nell’Abbazia di Montevergine (Avellino) in seguito al decreto di G. Napoleone (P. Tropeano). 4 P. Tannoja già nel XVIII° sec. riguardo a questi aspetti aveva focalizzato come l’immagine con la sua modestia, la sua bellezza e il suo condegno ... ispira maestosità e somma devozione e l’autore dovette essere,senza forse, tra i primi del suo tempo.5 Alfonso de’Liguori fù il fondatore della Congregazione Redentorista, visse nel Santuario della Consolazione dalla fine del 1744 al 1747; quando giunse a Deliceto per valutare l’opportunità di aprire una nuova Casa S. “Alfonso […] si diresse […] presso il santuario e con ammirabile sorpresa esclamò: Bellissima Chiesa e – Dio mio – che bella Madonna” (I.Mendanha, Deliceto: la fondazione dimenticata in Orbis, Ed. CSSR - 2006). l’ammirassero per accettare, anche se titubanti, di insediarsi alla Consolazione,mentre San Gerardo Majella6 e lo stesso P. Tannoja espressero il desiderio di riposare in eterno al suo cospetto.Mettendo a confronto le due tavole emergono una serie di analogie che fanno pensare ad un'origine comune, probabilmente riconducibile ad una stessa “bottega”, e cioè: visi, mani, panneggi, scorci di panorama, ecc. Va però valutata l’ipotesi che l’immagine oltre ad essere stata utilizzata più volte dall’autore possa essere stata adoperata anche da artisti con cui era a 6 Gerardo Majella nasce a Muro Lucano (PZ) il 1726, viene accolto nella Casa Redentorista di Deliceto nel 1749, dove vive sino al 1754, muore a Materdomini (AV) il 16 Ottobre 1755; il suo culto è esteso in tutti i continenti ed è considerato il protettore di mamme e bambini; contatto. Un grande limite è posto dall’impossibilità7 di visionare, analizzare e quindi studiare dal vivo la tavola di cui conosciamo solo la foto presente nella fototeca della Fondazione Zeri. Sarà compito degli studiosi stabilire se la “Madonna con Bambino” può essere attribuita inequivocabilmente al Maestro del Tondo di Greenville e se, con essa, anche la Madonna della Consolazione di Deliceto oppure se entrambe devono essere unitamente o disgiuntamente attribuite ad altri autori operanti, molto probabilmente, nell’ambito di una stessa “bottega”. Questo comunicato propone l’apertura di un dialogo intorno alla tavola della Madonna della Consolazione. Considerato che l’interesse degli studiosi verso la tavola di Deliceto in passato è stato modesto, si vuole specificatamente richiamare l’attenzione degli stessi specialisti proponendo un approfondimento che li possa avvicinare alla nostra realtà senza subordinare il tutto ai tempi della pubblicazione: che ritengo non possa essere imminente vista la mole degli approfondimenti necessari a chiarire aspetti fondamentali per la storia della Consolazione. Resto quindi a disposizione per aprire percorsi condivisi di ricerca e collaborazione.

info: centro.tannoja@gmail.com website: www.accademiatannojana.org

7 attualmente non è nota la collocazione della tavola, in passato è stata segnalata la sua

presenza sul mercato antiquario nazionale.