(18/02/2009)
STORIA MODERNA DEL CASTELLO IMPERIALE


di Mariagrazia Bonuomo
Ph Mariagrazia Bonuomo
 Ph Mariagrazia Bonuomo


Ph Mariagrazia Bonuomo
 Ph Mariagrazia Bonuomo


La storia moderna del castello di Sant’agata Di Puglia incomincia nell’agosto del duemila, quando l’amministrazione comunale guidata dal Sindaco dott. Vito Nicola Cristiani acquista, per la cifra di lire 1.600,000,000 dalla famiglia Del Buono, il castello, facendolo diventare un bene culturale pubblico.
Dopo qualche anno l’amministrazione decide di indirizzare tutti i fondi provenienti dai PIT (Programmi Integrati Territoriali) n. 10 inserito nell’ambito del POR Puglia (Programmi Operativi Regionali) 2000/2006 per il restauro e il consolidamento del Castello Imperiale, dopo la richiesta del nulla osta da parte della regione, si sono approvati sostanzialmente due progetti e alla fine del 2006, il castello è chiuso per incominciare il suo pieno recupero.
I fondi della Comunità europea e della regione previsti nel PIT per tali interventi sono notevoli, parliamo di 1.240.000 euro per le misure 2.1 e 1.3, e di 200.000 euro per la misura 1.4. I due progetti, hanno avuto entrambi la supervisione del giovane architetto di Cerignola, Carmine Biase della società BCprogetti, che ci ha esposto, molto chiaramente, in una breve intervista i lavori che si sono effettuati in questi anni, le priorità che si sono date e soprattutto ha comunicato, che entrambi i progetti sono stati portati a termine, i lavori sono dunque completati. La direzione dei lavori come capogruppo è stata affidata a due ingegneri locali Leonardo Maruotti e Leonardo Longo. Il primo lavoro ha visto come obbiettivo principale il consolidamento strutturale della rocca per impedire che il trascorrere del tempo potesse ulteriormente danneggiarla, i lavori si sono concentrati sul rinforzo delle fondamenta, sul recupero delle mura esterne e del tetto disastrato. Un aspetto privilegiato in questo progetto è stato il ripristino delle quattro torri comunicanti tra loro, che permetterà ai visitatori di attraversare tutto il perimetro del castello, immedesimandosi nell’antica attività di controllo del territorio da parte dei militari. Con questa “camminata di Ronda”, come la definisce il collega Brescia in un suo precedente articolo, la Rocca sembra assumere nuovamente la sua naturale collocazione di osservatorio e punto strategico dominante la valle del torrente Calaggio, i confini dell’Irpinia, della Lucania e della Daunia. Per anni, infatti, fin dal medioevo, il castello di Sant’Agata è stato identificato come importante distretto militare amministrativo proprio grazie alla sua naturale posizione privilegiata.
Il restauro ha riguardato anche le mura interne. Nel ventesimo secolo la rocca sono state apportate molte modifiche all’interno dei locali, come divisori, intonaci, pitture. Tutti questi lavori sono stati annullati, le mura hanno ripreso il loro antico splendore, quasi tutte le pavimentazioni sono state recuperate. La cappella, gioiello della rocca di Sant’Agata ha recuperato buona parte dei suoi affreschi. La cappella rappresenta, sia per devozione cristiana, che per la sua storia, un luogo icona per il paese, e in questo ambiente, infatti, che si colloca un avvenimento importante risalente al 592 d.C. In questo periodo cristiano per volontà del papa Gregorio Magno, furono trasportate le reliquie della Martire da Sant’Agata di Catania a Roma. Dodici i paesi toccati durante quel tragitto diedero per vocazione alla santa il nome di Sant’Agata al loro feudo, il nostro, non fu un’eccezione e dal suo nome romano originario Artemisium, passo all’ancora attuale nome di Sant’agata Di Puglia.Interessante sarà dunque vedere i lavori di recupero della cappella e tutti gli ambienti del castello restaurati. In alcuni dei locali saranno allestiti con una nuova concezione di museo, degli ambienti che metteranno in evidenza tutti gli aspetti socioculturali che sono stati rilevanti per la storia del paese. L’attesa non sarà molto lunga, i lavori sono da poco terminati, ora si sta provvedendo alla costituzione prevista nell’ambito del PIT misura 6.10 con altri fondi stanziati, di un sistema centrale definito Get Local ( Sistema di sviluppo e promozione turistica del Subappennino Dauno). Questo sistema all’origine del progetto, consiste nell’allestire all’interno del Castello Imperiale il nodo centrale per lo sviluppo e la promozione non solo del comune di Sant’Agata di Puglia, ma di tutto il territorio del subappennino. Si propone infatti come sede centrale di coordinamento degli uffici periferici coincidenti con gli altri 15 comuni appartenenti alla Comunità Montana.
L’amministrazione comunale sta programmando un ulteriore progetto al fine di completare il restauro delle 65 stanze nonché per il recupero delle mura longobarde antistante il castello.