(12/02/2009) VENDOLA CHIUDE LE COMUNITA` MONTANE DEL GARGANO E DI BOVINO: VIA MORRA E PINTO di Redazione | ||
![]() Michele Pesante | ||
Articolo tratto da www.ilcorriere.it Ne sarebbe dovuta restare solo una, come l’Highlander, e così è stato. A sopravvivere alla chiusura delle Comunità Montane in provincia di Foggia, infatti, è solo quella dei Monti dauni settentrionali, presieduta da Ernesto Cicchetti; le altre due, quella dei Monti dauni meridionali con sede a Bovino, e quella del Gargano con sede a Monte Sant’Angelo, sono state sciolte dal presidente della Regione Puglia. Il decreto di Vendola porta la data del 6 febbraio, ma solo ieri il governatore ha firmato l’atto che dispone “la decadenza dalle loro funzioni di tutti gli organi rappresentativi ed esecutivi” delle due Comunità Montane e nomina commissari liquidatori il vice prefetto Michele Di Bari per l’Ente sovracomunale del Gargano, e il dirigente regionale Michele Pesante, consigliere comunale di Foggia, per l’ente montano di Bovino. Nicola Pinto e il senatore di Forza Italia Carmelo Morra, presidenti rispettivamente delle comunità montane del Gargano e dei Monti dauni meridionali, restano in carica solo per occuparsi della gestione ordinaria, fino all’insediamento dei commissari liquidatori previsto nei prossimi giorni. La scure del decreto di commissariamento di Vendola risparmia la Comunità Montana dei Monti Dauni Settentrionali, con sede a Casalnuovo Monterotaro, di cui fanno parte anche i Comuni di Alberona, Biccari, Volturino, Pietra Montecorvino, Carlantino, Roseto Valfortore, San Marco Lacatola, Casalvecchio di Puglia, Motta Montecorvino, Volturara Appula e Celenza Valfortore. Gli unici paesi ritenuti veramente montani dall’E.I.M. (l’Ente Italiano della Montagna), sulla cui indagine la Legge 244 del 2007, proposta dal Governo Prodi, ha basato la scelta di chiudere le Comunità Montane solo di nome ma non di fatto, considerata l’altitudine non proprio montana dei comuni che raggruppavano. Il Governo Prodi demandò alle Regioni il compito di chiudere gli enti montani e la Regione Puglia recepì la volontà del legislatore nazionale con la Legge Regionale n. 36 del 19 dicembre del 2008, in base alla quale (esattamente il comma 4), Nichi Vendola ha proceduto a firmare il decreto di soppressione delle due Comunità montane del foggiano, oltre a quelle della Murgia barese (dove commissario è stato nominato il dirigente regionale Antonio Frattaruolo di Monte Sant’Angelo) e tarantina. Il provvedimento del governatore della Puglia non dispone nulla riguardo l’organico degli enti sovracomunali commissariati; quindi resterà da capire che fine faranno i dipendenti assunti presso le Comunità Montane. Così come sarà interessante, soprattutto, capire cosa accadrà nella gestione del Pit n. 10 (Pianto Integrato Territoriale) dei monti dauni meridionali: il fiume di oltre 50milioni di euro amministrato dal senatore forzista Carmelo Morra con la miriadi di lavori cantierizzati nel subappennino dauno meridionale, e da cui dipendono altrettanti numerosi incarichi tecnici e diverse opere avviate nei 16 comuni che fanno parte del territorio appenninico. Certo è che Morra, così come Pinto alla Comunità Montana del Gargano, non potrà da subito emanare alcun atto di gestione straordinaria, ma deve provvedere solo all’ordinaria amministrazione, fino all’insediamento del commissario liquidatore, che in qualsiasi momento potrà prendere “possesso” dell’ente. Mentre vanno a casa, di fatti e immediatamente, le giunte delle comunità montane e tutti i consiglieri comunitari eletti in seno alle assemblee dai consigli comunali dei paesi che ne facevano parte. | ||