(09/02/2009) IL MASTRO MURATORE Il filo della memoria in ricordo del Prof. Michele Antonaccio di Michele Antonaccio | ||
![]() Maestri muratori all`opera | ||
Il nostro paese sembra in questo periodo un cantiere in pieno sviluppo: materiale da costruzione dovunque, lavoratori ad ogni angolo, discepoli laboriosi sempre pronti ad accorrere alle richieste del Mastro e il mastro falegname con l’idraulico fanno da rincalzo all’opera del muratore.
La Casa s’intona a questo ritmo, i lavori fervono, il cortile finora quasi inutilizzato darà presto nuovi locali, la ditta appaltatrice e già avanti nei lavori. Le costruzioni a S. Agata si sono eseguite sempre con difficoltà per la posizione del paese. Si riusciva nel passato a superarle perchè spontaneamente si formavano gruppi di manovali che concorrevano alla realizzazione delle opere: trasportatori di acqua dalla fontana vecchia con asini che venivano adibiti anche per portare sul posto di lavoro sabbia e materiale necessario alla costruzione e per rimuovere quello di rifiuto. Oggi ci si dibatte in problemi più ardui: la tecnica ha imposto i mezzi meccanici e le vecchie organizzazioni sono in via di estinzione: il paziente asino va scomparendo, i manovali di una volta sono ora rari, gli ostacoli sono quelli soliti del passato e i mezzi a disposizione per vincerli sempre più scarsi. Tuttavia anche nei posti di impossibile accesso alle macchine si costruisce, l`intelligente mastro sempre degno delle sue alte tradizioni,organizza il lavoro nel migliore dei modi, con una puntualità sorprendente; basta pensare che se sta versando un secchio d’acqua per la calce e suona mezzogiorno, di botto smette di vuotare il secchio: bisogna scapulè; è la prassi, è l’ordine, la tavola è già pronta a casa, con gli immancabili spaghetti fumanti! Dopo poco più di una ora e sul posto di lavoro, riesce a sfruttare la macchina
fin dove possibile per servirsi nei punti impraticabili ancora di quel po` di manovalanza.
La volontà trionfa! S. Agata può progredire ed abbellirsi. Essa potrà offrire dimore dignitose, dai portali eleganti, e i concittadini, costretti a vivere lontano, potranno trascorrervi le loro vacanze in maniera confortevole, accolti con immenso piacere come figli prediletti. Così scriveva il Prof. Michele Antonaccio qualche anno fa | ||