(11/12/2017)
PILLOLE DI VITA: " RACCOLTA DELLE OLIVE "


di Rocco Morese


Anche quest’anno si è consumata la tradizionale campagna della “ raccolta delle olive”. Come sempre ritornano ricordi di gioventù trascorsi a compimento di questa attività in compagnia dei propri genitori e famigliari.
Sovvengono, anni 60/70, le "visite" effettuate ai frantoi presenti e funzionanti del paese per curiosità operativa dovuta alla condizione strutturale ospitante.
Si ricordano fatti e misfatti che si verificavano in queste realtà operative generate fra clienti e gestori impianti per motivi più disparati.
Il più ricorrente era per oggetto la resa olio delle olive.
In una di queste, mentre aspettavo con mio padre il nostro turno di molitura, il cliente lamentava una bassissima resa delle olive di cui era appena terminato il processo lavorativo.
A fronte di una precedente molitura di prodotto proveniente dalla raccolta da piante simili e stesso terreno, quindi stessa particella catastale, si era avuta una resa percentuale di circa la metà, per stessa quantità di olive.
Il gestore, senza proferire parola e con un semplice cenno ammise le proprie responsabilità sul “danno procurato”, rassicurò il cliente che avrebbe integrato, in via valutativa, quanto non erogato da un impianto difettoso o, tecnicamente, mal gestito. Si astenne dall' umiliare il cliente, alla presenza di altre persone, promettendo a risarcimento danno procurato, quasi preteso a compensazione del danno subito. 
Il gestore ha mostrato grade dote di onestà intellettuale; ha ammesso errori gestionali diretti od indiretti dell’impianto di trasformazione fino a integrare la minore “resa”.
L'onestà non occorre reclamarla solo per difendersi o per fugare dubbi sul proprio operato, essa è un complesso/sommatoria di comportamento personale/collettivo che è impossibile possedere interamente.
Si può essere onesto rispetto alle tasse, rispetto ai doveri ed obblighi di legge, ma l'onestà intellettuale a base dei rapporti sociali è di fondamentale importanza; ammettere gli errori commessi involontariamente, senza omissione, è indice di forte onestà.
Questo è un valore che non si acquisisce per eredità o con titoli accademici, lo si possiede, perchè innato nell'individuo, dalla nascita, fa parte del DNA; se non si ha la dominanza di questo valore vuol dire che predominano altri valori non compresi nella principale.
Personalmente si è convinti che non sono i titoli portati od acquisiti a posteriori a qualificare l'individuo ma è l'individuo stesso a nobilitare i titoli in proprio possesso con azioni quotidiane di esercizio della virtù intellettuale.
Dal punto di vista giuridico, in subordine, si da origine ad una inadempieza contrattuale realizzata con azione omissiva di competenza gestione operativa e controllo impianto di trasformazione.
Nella valutazione dei parenti altrui occorre essere molto cauti; innanzitutto occorre averne le facoltà intellettive, occorre avere il privilegio di conoscerne le proprie per poter esprimerne a carico di altri, peraltro mai conosciuti.