(19/04/2017)
" QUIRE FIGLIE MIJE BELLE, DIJE LU BENERICE "


di Antonietta Pagliarulo
Via Monteforte
 Via Monteforte


Franchino Contillo e la mamma Carmela Marinaccio
 Franchino Contillo e la mamma Carmela Marinaccio


Ieri ero in via Monteforte,la mia strada,piu' desolata,piu' vuota che mai.E' li' che incontro, nel senso vero, il mio paese perche' la' sono nata,e' la' che trovo chi ancora sa raccontarmi la storia delle mie radici.Sono riuscita a staccarmi dalle mie pietre e ho cercato l'incontro,quello umano,ho bussato alla porta di Franchino Contillo,sono entrata,c'era lui e la sua mamma.
C'era un letto,Franchino seduto ,davanti ad un computer,ai piedi la madre.Mi sono trovata colpevole, di fronte all'amarezza di una persona che vive una condizione triste,con barriere che rendono la vita non vita.Sul mio paese leggo di tante originali,lodevoli iniziative,non sapevo pero' quante barriere si trova davanti una persona disabile,anziana,quanto dolore dietro l'abbandono:una circolare che si,puo' essere all'avanguardia ma non considera che una pedana scivolo puo' impedire ad una persona di servirsene come mezzo di trasporto per i rischi che comporta,non pensavo che un inverno diventa un vero inferno per chi e' lasciato solo a se stesso.
Non credevo che in una piccola comunita'dove si dovrebbe essere uniti piu' che in una famiglia ci sia una porta a cui nessuno bussa,nessuno chieda se serva qualcosa.
Franchino canta e lo fa da sempre,e' una sua ragione di vita e aspetta che qualcuno vada a raccogliere la sua voce per condurla a noi,per fargli sentire quell'applauso che gli dona il sorriso.Questo e' un circolo,non ci sono cenni di politica,meno che mai desiderio di polemica ma inviti all'abbraccio non sono mancati mai.
La luce sempre accesa,la porta sempre e solo accostata,non dimentichiamolo mai,c'e' una verita' in questo che il virtuale non potra' mai cancellare.
Franchino seduto sul letto,la madre ai piedi,in una nenia
"Quire figlie mije belle,Dije lu benerice"

Ciao Franchino,ciao Carmalina