(28/03/2017)
NUOVE TECNOLOGIE PER LE SCIENZE DELLA TERRA


di Rina Di Giorgio Cavaliere

Le scienze della Terra, termine coniato negli anni Sessanta per includere nuove discipline distinte dalla Geologia e per ridisegnare le ultime conquiste della stessa Geologia, fanno la loro comparsa nei media in occasione di disastri naturali o eventi improvvisi. Di recente alcuni turisti sono rimasti feriti per un’esplosione verificatasi a 2.700 metri di quota (la più pericolosa degli ultimi 30 anni), nei pressi di uno dei crateri in attività dell’Etna, già in eruzione da un paio di giorni.

Il Vesuvio e l’Etna sono sotto costante osservazione, grazie a una rete di satelliti, che si sviluppa nello spazio, per controllare e prevedere le eruzioni; è il risultato di una stretta collaborazione tra istituti di ricerca italiani e Nasa. Ogni apparecchio trasmette ininterrottamente la sua posizione via radio, mentre da terra è sufficiente captare con un ricevitore portatile i segnali trasmessi da tre satelliti, per determinare le proprie coordinate e l’altitudine.

I geologi fissano al suolo dei ricevitori Gps in punti diversi dell’edificio vulcanico e misurano con grande precisione ogni eventuale spostamento. Elaborano così un modello della struttura del vulcano e del suo comportamento, partendo dai dati forniti dalle misurazioni. Oggi si servono di computer, per tener conto di tutte le informazioni e gestire i modelli complessi. La possibilità di un’eruzione imminente è segnalata da un cambiamento improvviso dei dati raccolti sul campo rispetto ai parametri previsti dal modello.

Anche la Protezione Civile si proietta nel futuro; i geologi del Dipartimento di Napoli avvertono che il Vesuvio, che non dà segni di attività fin dal 1944, non è spento. Il condotto magmatico del vulcano è tappato e il cratere ostruito dai detriti, ma a più di quattromila metri di profondità sotto la sua base c’è un serbatoio di magma, in cui la pressione aumenta di anno in anno. In tutto il mondo sono molte le zone densamente popolate in prossimità dei vulcani, come quella vesuviana. Da evidenziare la produzione agricola, unica per varietà e originalità, già nota ai Greci e ai Romani, che deve la sua fortuna proprio al suolo lavico ricco di sali minerali, alla buona insolazione e all’ottimo clima mediterraneo.

Il nostro è un pianeta vivente in evoluzione e anche noi evolviamo, pertanto il ruolo teorico e pratico svolto dalle discipline della Terra nella storia della civiltà e cultura umana permane tuttora rilevante. Gli studiosi, in modo discreto, continueranno nel loro impegno, per comprendere sempre qualcosa di più di questo universo.