(14/03/2017)
ENNESIMO ATTO VANDALICO A SANT'AGATA DI PUGLIA


di MaestroCastello
Lo stemma del Comune trafugato qualche giorno fa
 Lo stemma del Comune trafugato qualche giorno fa


Macchina danneggiata
 Macchina danneggiata


Cari amici santagatesi, non è la prima volta che veniamo a conoscenza di atti vandalici nel nostro paese. Lo scorso anno fu la volta del minibus cittadino rovinato, l'altra settimana è stata danneggiata un'auto privata in sosta ed ora viene sottratto lo stemma su pietra di Sant'Agata che ornava una rotonda in allestimento all'ingresso del paese. È la stessa mano? Chissà! L'avrà fatto un individuo da solo o è opera di un branco? Resta un mistero. Ma non è un mistero che l'atto vandalico rappresenti in sé un atto grave perché nasconde dei problemi psicologici e disturbi comportamentali in chi lo compie e andrebbero indagate le cause del suo disagio. In un piccolo centro poi la cosa fa più scalpore in quanto tutti conoscono tutti e comportamenti del genere vengono fatti nell'ombra da chi il giorno dopo magari frequenta la piazza e stringe la mano a tutti. Il tizio deve avere una motivazione che tiene per sé. Ci chiediamo cosa spinga il cittadino di un piccolo paese come il nostro a compiere di questi gesti? Spesso è la noia e l'incapacità di gestire la solitudine ed un tale gesto è magari un modo per distrarsi dal vuoto che oggi accomuna giovani e meno giovani. Il disagio sfocia spesso in un'esplosione di violenza incontrollata e nasconde sentimenti di odio, derivanti da invidie, gelosie e desideri di vendetta per aver subito un torto. In questi casi gli studiosi dicono che all'origine ci sono sempre problematiche familiari e rapporti conflittuali con i genitori, ma anche un clima di violenza nell'ambiente che si frequenta può sviluppare questo tipo di comportamenti. Molti in paese si sentono offesi dall'atto dell'anonimo vandalo e non si può loro dar torto; ma ho apprezzato ciò che ha scritto il proprietario dell'auto danneggiata la scorsa settimana: " che mi telefonasse chi mi ha danneggiato la macchina, che lo perdono!" Io la penso come lui. Se un singolo cittadino ha di questi pensieri tendenti al perdono, tanto più una comunità dovrebbe capire che al suo interno c'è un cittadino che ha un disagio e cercare di tendergli una mano. Io vorrei tanto parlare con questo individuo per poterlo aiutare, per capire che tipo di problema sta attraversando e lasciarlo sfogare a parole, per tirar fuori a sua rabbia. Forse sono un buonista sognatore, ma credo che gli individui oltre che giudicati; vadano anche aiutati.