(08/03/2017)
SITUAZIONE DEMOGRAFICA ED ECONOMICA ATTUALE DI SANT'AGATA DI PUGLIA


di Salvatore Longo

La Puglia è una regione pianeggiante avendo solo il 2% del territorio montuoso che coincide soprattutto con il Subappennino Dauno, un gruppo montuoso separato dall’Appennino  privo di  profonde valli e composto da  montagne  poco elevate  e arrotondate;  la più alta di esse, il Monte Cornacchia presso Faeto, raggiunge 1000 m. Il Subappennino è limitato  dal fiume Fortore,  a nord,  e dal  fiume Ofanto a sud, mentre ad est dal Tavoliere ed a ovest dall’Appennino sannita. Il suo clima è  appenninico con  estati fresche e precipitazioni piovose più frequenti in autunno che raggiungono un’ampiezza media di 550 mm annui; mentre le nevicate sono rare e le nebbie notturne risultano persistenti.

Il Subappennino formatosi nell’Era terziaria simultaneamente all’Appennino e all’ emersione della penisola italiana, è composto da rocce argillose simili a quelle dell’ Appennino che prendono una denominazione differente in relazione  ai loro componenti chimici. Tra esse la più diffusa è il flysch di Faeto.

Il Comune  di Sant’Agata di Puglia, esteso km2 116 ca.,  è bagnato  dal torrente Frugno, proveniente da Anzano di Puglia e diventa affluente del Calaggio, fiume visibile presso il ponte romano ubicato vicino il convento diroccato di Sant’Antuono, a sua volta alimentato  da altri modesti corsi di acqua. Il Calaggio sfocia nel golfo di Manfredonia con il nome di Carapelle.

Dopo questa considerazione geografica,  si passa a considerare  i dati ISTAT che consentono di delineare la situazione  demografica di questo Paese.

Fino al 1960, il comune di  Sant’Agata di Puglia è stato tra i più popolati del Subappennino, allora contava poco più di 6 mila abitanti ed era superato  solo da Bovino. Attualmente la popolazione si è ridotta a  circa 2 mila abitanti, precisamente 1992. Come si può constare si è verificato un calo vistoso per quelle motivazioni che tutti conoscono.

La sua popolazione si può  rappresentare  con la piramide delle età,  suddivisa  in precise fasce. In questo caso, quella  più ampia occupa una posizione mediana ed include gli abitanti con un’età compresa  fra i 14 e i 65 anni,  1183 unità, cioè il 60,4% della popolazione. Ad essa si sovrappone una meno ampia, composta dal 27% della popolazione, ossia 528 abitanti, e rappresenta gli anziani e i pensionati. La base della piramide, la fascia più ridotta, riporta i soggetti con un’età compresa tra 0 a 14 anni; 96 abitanti, il 12,6% della popolazione.

I  dati esposti  si comprendono meglio se  confrontati con i termini della situazione italiana; la percentuale della popolazione attiva, il  60,4%, è inferiore alla percentuale  nazionale, ossia  il  65,8%; mentre  la percentuale degli inattivi, il 27%, è maggiore rispetto a quella nazionale che include il 24% della popolazione; infine i soggetti in età scolare sono il 12,6% e risultano inferiori alla percentuale nazionale ossia il 13,7%. Le differenze evidenziate, anche se potrebbero sembrare lievi, se sommate  esprimono un evidente divario che incide negativamente sullo sviluppo della vita sociale. Passando ai nuclei familiari di Sant’Agata essi  sono  498 ed hanno una composizione ciascuno di 2,2 entità e si differenziano dalla media nazionale rappresentata  da  2,6 soggetti, mentre i  celibi e le nubili sono 807; i divorziati  10,  i vedovi e le vedove 202. In totale gli abitanti nel 2014 sono stati 2024.

Nell’anno successivo, 2015, la popolazione ha continuato a decrescere; le 15 nascite registrate  non hanno compensato i  35 decessi, che hanno determinato  un saldo negativo di 24 unità.

Esaurito l’argomento della popolazione, si può fornire qualche cenno sulla vita economica. Il territorio di Sant’Agata possiede 405 aziende agricole a conduzione diretta, cioè gestite da una sola famiglia, altre 203 si avvalgono di personale salariato composto  da 242 soggetti. In totale, gli addetti in agricoltura risultano  850.  E’ evidente che l’agricoltura  rappresenta la maggiore fonte di reddito per la comunità santagatese.

Gli addetti del settore secondario sono circa 120 e risultano assorbiti nelle aziende industriali del territorio; ad esempio la Fiat di Melfi; mentre il terziario conta poco più di 80 addetti, impiegati  soprattutto  nella gestione delle diverse  attività commerciali.

Ospitiamo questa nota compilata dall’amico Salvatore Longo inerente i dati  socio-economici del nostro Comune, ricavati dall’ ISTAT. Sono semplici indicazioni esposte  in una  breve sintesi che riflettono la situazione demografica e l’andamento della vita economica di Sant’Agata.

La Redazione