(25/11/2016) GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE Anche a Sant'Agata un flash-mob per sensibilizzare sul tema di Samantha Berardino | ||
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Sono 116 i femminicidi in Italia dall'inizio del 2016 e molti ancora si chiedono perché parlare di omicidi di genere e violenza sulle donne.
Oggi si celebra nel mondo la Giornata per l'eliminazione della violenza sulle donne, istituita dall'Onu e celebrata il 25 novembre di ogni anno.
A Seveso l'ultimo drammatico caso: strangolata dal compagno, davanti ai figli, perchè voleva il divorzio.
Se ne parla tanto ma le ragioni irragionevoli dei crimini contro le donne si rivelano, purtroppo, assai difficili da estirpare.
Si tratta di violenza domestica nella maggiorparte dei casi, di violenza psicologica e fisica con corpi di donne martoriati da acidi, incendi, percosse, accoltellamenti, proiettili.
Troppi i modi di infierire su donne le quali, quasi certamente, prima della violenza fisica hanno provato tutte le sofferenze di un rapporto malato o troppo sbilanciato in termini di potere.
O almeno è ciò che gli assassini credono. Cercano, probabilmente, di sfogare rabbia e frustrazioni in un modo così bestiale che non li rende più uomini. Cercano, forse, di ingabbiare in devianti parametri di sottomissione le loro donne, le donne che hanno detto di amare, le madri dei loro figli, le donne che vorrebbero lasciarli.
I numeri sono impressionanti e non accennano a calare.
Si tratta di una vera e propria strage, a cui molto probabilmente sfuggono le violenze subìte e mai denunciate.
Per quanto l'opiniuone pubblica, le donne in primis e la società civile si stiano muovendo per sensibilizzare sull'argomento, sembra che i femminicidi non siano diminuiti.
Ciò può voler dire solo una cosa: che non bastano le iniziative promosse contro la violenza di genere, se a cambiare non è il nostro tessuto culturale e il substrato sociale che, soprattuttto in fasce disagiate della popolazione, continua a voler vedere la donna come ingabbiata in situazioni sociali, familiari e professionali che si reputano adatte al genere.
Niente di più assurdo. Le donne fanno e possono fare ancora molto ma siamo tutti noi a doverci ribellare con forza a tutte le situazioni di violenza, maltrattamento, violenza psicologica, pregiudizi e costrizioni che sono, inutile negarlo, ben visibili davanti agli occhi di tutti noi.
Denunciare può salvare delle vite. Non bisogna temere di dare un nome alle cose e ricordarsi che lo stalking è un reato perseguibile e, troppo spesso, foriero di conseguenze più tragiche.
La violenza fisica inizia con la viol enza psicologica che spesso porta alla incapacità di denunciare e di reagire. Questa giornata di lutto, invece, può e deve rappresentare anche un messaggio di speranza per un mondo migliore. | ||