(06/11/2016)
FOGGIA BLOCCATO DAL CATANIA : 0 - 0
I satanelli, privi mdi idee e fantasia non riescono a sfondare il muro degli etnei. Solo un pari

di Lino Mongiello

Foggia, 6 novembre 2016.

Il Foggia impatta anche con il Catania (0-0) e perde contatto con la vetta della classifica. Infatti la Juve Stabia (ora a +2), vittoriosa a Catanzaro, va in fuga. Ma il demerito è tutto dei rossoneri che nelle ultime cinque partite hanno raccolto la miseria di sei punti e ben tre di queste gare (due interne) le hanno chiuse sullo 0-0. Se la vittoria sul Monopoli e il pareggio di Lecce avevano illuso l’ambiente, adesso non ci si dovrà demoralizzarsi per un pari con una squadra ben attrezzata. Venuta allo Zaccheria con il solo intento di portar via un punto. E c’è riuscita. Agevolata dall’atteggiamento del Foggia, “incastrato” nella trequarti a fraseggiare orizzontalmente e a rischiare di perder palla ed innescare il contropiede etneo. Che in un paio di occasioni s’è proposto ma, per fortuna, non c’erano in campo due “volponi” quali Calil e Russotto. Il campionato è lungo e c’è tempo per recuperare. Una giornata storta può capitare. Non s’è pareggiato con l’ultima della classe ma col Catania. E, non dimentichiamolo, tutte le avversarie del Foggia verranno allo Zaccheria a chiudersi ermeticamente. Bisognerà provare e riprovare soluzioni alternative. Sfruttando, come successo contro il Monopoli, le capacità balistiche dei singoli dalla distanza e sui calci da fermo. O sui numerosi calci d’angolo, spesso poco produttivi. Vedremo sin dalla prossima trasferta di Pagani se si cercherà di porre rimedio alle situazioni di difficoltà. Tornando alla gara Mister Stroppa ha apportato poche variazioni apportate all’undici anti-Catania rispetto al big-match di Lecce. In porta rientra Guarna dopo le tre giornate di squalifica. In attacco al posto di Padovan c’è Sainz-Maza. Sull’altra sponda Rigoli propone un undici più propenso al contenimento. Calil e Russotto sono in panchina. Ed è tutto dire. Sin dalle prime battute il Foggia s’insedia nella metà campo ospite ma senza produrre il suo gioco spumeggiante. Il Catania si dispone con un assetto molto guardingo a protezione della porta difesa da Pisseri. Dopo la consueta fase di studio, la prima occasione del Foggia giunge al termine di una veloce combinazione tra Sainz-Maza e Mazzeo (7’) e con la conclusione di quest’ultimo sull’esterno della rete. Due minuti più tardi Chiricò si ritrova tra i piedi la palla del possibile vantaggio ma calcia alto. E il Foggia si spegne qui. La gara vive una fase di stanca. La manovra dei rossoneri non trova sbocchi perché gli etnei bloccano e presidiano ogni varco, difendendosi con tutti gli effettivi a disposizione. Inutili risultano i tentativi di sfondare sulle corsie esterne. Chiricò litiga spesso col pallone e Sainz-Maza s’intestardisce nel provare, senza mai riuscirci, a saltare il diretto avversario. Il Catania, sornione, attende. L’unica volta che si porta in fase offensiva, potrebbe far male. Infatti, dagli sviluppi di un corner, Fornito (27’), in rovesciata spettacolare, spedisce la sfera sotto la traversa. Guarna è battuto ma la palla torna in gioco. Per il resto della prima frazione non ci sono azioni di rilievo da segnalare. La nota negativa va attribuita senz’altro al Sig. Piscopo. Peggiore in campo. Troppo permissivo nei confronti dei siciliani che spezzettano continuamente il gioco con falli tattici persino ignorati. E mai pronto ad estrarre il cartellino.  Nella ripresa la musica non cambia. Il Foggia le tenta tutte ed inutilmente per trovare la giocata giusta tra le fitte maglie della “rete” difensiva avversaria. Il risultato potrebbe sbloccarsi solo su un episodio o attraverso la prodezza balistica individuale. Tra questi Chiricò. Il folletto rossonero (4’) prende l’iniziativa e indirizza la palla verso il “sette” ma  Pisseri da gran campione sventa la minaccia. I minuti passano e Stroppa, dopo aver sostituito Mazzeo in avvio di ripresa, inserisce anche Sarno (11’) al posto dello spento Sainz-Maza.  Ci prova ancora Chiricò (15’) ma Pisseri è ancora super. Poi il Catania in alleggerimento mette paura alla retroguardia di casa con il colpo di testa “largo” di  Biagianti (16’). Entra anche Riverola (24’) per Agnelli ma non c’è niente da fare. Il bunker catanese resiste agli sterili assalti del Foggia. Proprio lo spagnolo (44’) effettua l’ultimo tentativo di rilievo senza profitto. E nei 3’ di recupero nulla accade. Nemmeno con la spinta dei dodicimila che hanno affollato e sostenuto i satanelli per l’intero arco della gara.

FOGGIA – CATANIA  0 – 0

Foggia: Guarna 6, Angelo 6, Rubin 6.5, Martinelli 6, Empereur 6, Agnelli 5 (24’ s.t. Riverola 5.5),   Sainz-Maza 5 (11’ s.t. Sarno 5.5), Gerbo 6, Mazzeo 5.5 (1’ s.t. Padovan 5.5), Vacca 5.5, Chiricò 6. A disp.: Tucci, Loiacono, Quinto, Letizia, Agazzi, Sicurella, Dinielli, Sanchez, Sansone. All.: Stroppa 6.

Catania: Pisseri 7, Bergamelli 6, Djordjevic 6, Di Cecco 6.5, Drausio 6.5, Bucolo 6, Biagianti 6, Mazzarini (6 24’ s.t. Parisi 6), Paolucci 5.5 (33’ s.t. Anastasi s.v.), Fornito 6 (43’ s.t. Bastrini s.v.), Di Grazia 6. A disp.: Martinez, Nava, Scoppa, Calil, Russotto, Barisic, De Santis, Piermarteri. All.: Rigoli 6.5.

Arbitro: Fabio Piscopo di Imperia 4.5.
1°Ass.:   Massimo Manzolillo di Sala Consilina 5.
2°Ass.:   Roberto Pepe di Ariano Irpino 5.5.

Note: Terreno in buone condizioni. Spettatori 12.000 circa con una cinquantina di tifosi ospiti nell’apposito settore. Ammoniti: Empereur, Sarno  (F), Parisi   (M). Angoli: 15 – 2  per il Foggia. Recuperi: 0’ e 3’.

Nella foto un'azione del Foggia in area catanese