(19/10/2016) REFERENDUM COSTITUZIONALE: COME E PER COSA SI VOTA Il 4 dicembre gli italiani sono chiamati alle urne per decidere se apportare o meno alcune modifiche alla Costituzione di Samantha Berardino | ||
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Con Decreto del Presidente della Repubblica del 27 settembre 2016, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 227 del 28 settembre 2016 è stato convocati per domenica 4 dicembre 2016 il Referendum popolare confermativo avente ad oggetto il seguente quesito referendario: “Approvate il testo della legge costituzionale concernente “disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione” approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 88 del 15 aprile 2016?” Il 4 dicembre 2016, dalle 7 alle 23, gli italiani potranno, quindi, votare per il referendum approvando o respingendo la riforma della carta costituzionale promossa dal Governo. La riforma riguarda più di un terzo degli articoli della nostra Costituzione (47 su 135) ed è la più vasta dal 1948, quando la Costituzione italiana è entrata in vigore. È stata approvata tre volte da Camera e Senato e ora sarà sottoposta alla volontà popolare, su richiesta di cittadini e parlamentari, come previsto dall’articolo 138 della costituzione. Nel referendum costituzionale (a differenza di quello abrogativo) non è previsto un quorum: la validità della consultazione, cioè, non dipende da quante persone voteranno. Il risultato sarà valido qualunque sia la partecipazione al voto. I cambiamenti sostanziali introdotti dalla riforma riguardano: il superamento del bicameralismo perfetto o paritario, il numero dei Senatori, i loro compiti e il modo in cui sono eletti, l’attribuzione esclusivamente alla Camera dei Deputati del compito di esprimere la fiducia nei confronti del governo, l’attribuzione dell’attività legislativa quasi interamente alla Camera, cambiamenti nella procedura di elezione del Presidente della Repubblica, modifiche ai rapporti tra Stato e Regioni delineati dal Titolo V, in particolare per le competenze legislative, l’eliminazione del riferimento alle province, l’abolizione del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (Cnel), alcune modifiche nella modalità di presentazione delle leggi d’iniziativa popolare e dei referendum abrogativi. I cittadini e le cittadine italiane che si trovano all’estero o che sono fuorisede si devono preparare con anticipo per partecipare alla consultazione referendaria. La scadenza che permetterà di partecipare al voto è prevista infatti per il prossimo 2 novembre. In base agli ultimi dati disponibili, gli elettori non in Italia erano quasi 4 milioni. AIRE è acronimo di Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero ed è stata istituita nel 1988: contiene i dati dei cittadini italiani che risiedono all’estero per un periodo superiore ai 12 mesi ed è gestita dai Comuni sulla base dei dati e delle informazioni provenienti dai Consolati all’estero. L’iscrizione all’AIRE è un diritto-dovere per chi si trasferisce fuori dall’Italia, costituisce il presupposto per usufruire di una serie di servizi e dà la possibilità di ottenere o rinnovare i documenti di identità, di rinnovare la patente di guida o di votare per le elezioni e per i referendum per corrispondenza. Devono iscriversi all’AIRE i cittadini che trasferiscono la propria residenza all’estero per periodi superiori a 12 mesi o quelli che già vi risiedono, o perché sono nati all’estero o perché hanno ottenuto successivamente la cittadinanza italiana. Non devono iscriversi invece le persone che vanno all’estero per un periodo di tempo inferiore a un anno, i lavoratori stagionali, i dipendenti di ruolo dello Stato in servizio all’estero, i militari italiani in servizio presso gli uffici e le strutture della NATO dislocate all’estero. Chi è iscritto all’AIRE potrà votare per corrispondenza. Non dovrà fare nulla e potrà anche non avere con sé la propria tessera elettorale. Circa due settimane prima della data del voto, dunque prima del 4 dicembre, riceverà a casa il plico elettorale completo. L’unica cosa da verificare con anticipo è che il Consolato abbia l’indirizzo corretto. Se non si riceverà nulla, sarà possibile richiedere un duplicato del plico al proprio Consolato. Il plico contiene una certificato elettorale, una scheda elettorale, due buste e un foglio informativo con le istruzioni. Per votare si deve usare una penna o blu o nera (non di un altro colore), si deve fare una croce sulla casella del “No” o del “Sì” sulla scheda su cui c’è il quesito, e si deve inserire la scheda nella busta piccola. La busta piccola chiusa va poi inserita nella busta grande insieme al tagliando del certificato elettorale, senza scriverci sopra niente. Chi è iscritto all’AIRE ma vuole votare in Italia (o si trova in Italia il giorno del voto) potrà farlo se entro il 2 novembre presenterà al Consolato una dichiarazione in carta libera Gli italiani che si trovano temporaneamente all’estero per un periodo non inferiore ai tre mesi per motivi di studio, lavoro o cure mediche potranno votare dal luogo in cui ritrovano sempre per corrispondenza. Dovranno inviare una richiesta al loro comune di residenza in Italia e un paio di settimane prima del voto riceveranno a casa il plico elettorale. I fuori sede, invece, potranno votare solo tornando nel proprio comune di residenza. Infatti per loro non è previsto il voto a distanza. Potrebbero comunque essere previste delle agevolazioni come pedaggi autostradali gratuiti o biglietti dei treni e degli aerei scontati. | ||