(06/10/2016) ARROCELAPRETE : STORIE IN VERNACOLO SANTAGATESE RACCONTATE DA GIOVANNI CASTELLO di MaestroCastello | ||
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Ora Sant'Agata la vedete avvolta nel verde di pini rigogliosi, ma un tempo non era così. Negli anni cinquanta fu fatto un'importante opera di rimboschimento: furono piantati tutti quegli alberi che verìte a lu Monde e intorno al paese. Ricordo che nel mese di ottobre, quando c'era la festa degli alberi, il maestro ci portava a piantare alberelli. Era un avvenimento bello per noi bimbi, anche se non capivamo del tutto l'importanza degli alberi per i santagatesi, per una migliore qualità della loro vita. E non parlo solo per l'ossigeno che emanano nell'aria queste piante, ma per i pericoli che evitano. Prima del rimboschimento e della costruzione dei muretti, rotolavano continuamente pietre dall'alto. Se ti trovavi in zone fuori del paese che noi chiamavamo " rrà fòre", tipo: sotto il Castello (dove c'è il deposito dell'acqua), verso San Rocco o a lu Serróne; dovevi stare attento che arrucelàvene re prète. Questo fenomeno era continuo quanto improvviso e metteva in serio pericolo l'incolumità delle persone. Avendo tante pietre a disposizione, noi ragazzini dell'epoca ci divertivamo spesso a lanciarle, a tirarcele addosso e qualche volta a tirarle di sotto. Chi non l'ha mai fatto, "scagli la prima pietra"; mò sìme a lu fatte! Da questo, chiamiamolo, passatempo nasceva il nomignolo "arròcelaprète", per indicare quelli che lanciavano pietre ed io ero fra questi. Bòna jurnèta! | ||