(18/09/2016)
LU 'NGAPPASÓRGE


di MaestroCastello

A Sant'Agata chiamiamo " ngappasórge " la trappola per topi, consistente in una casetta minuscola di legno. Applicata alla porticina c'era una molla che scattava non appena il topo ne varcava l'ingresso, per guadagnare il pezzetto di formaggio, posto all'interno, che faceva da esca.
Quad'ero ragazzino era cosa normale avere in casa nu ngappasórge. Ricordo che ogni tanto sentivamo una donna, armata di scopa, gridare per strada: " Se t'acchiàppe te fazze a petàzze"; ce l'aveva con un topo che era comparso in casa e che lei stava rincorrendo inutilmente.
Molte famiglie avevano il gatto che entrava ed usciva liberamente nelle case attraverso lu hattère, un buco di accesso a lato della porta d'ingresso e lì i topi non accostavano.
Chi non aveva il gatto, si comprava una trappola per topi, lu ngappasórge, per l'appunto; o se la faceva costruire dal falegname.
A proposito re ngappasórge, mio padre raccontava una cosa da ridere.
Una coppia che si doveva sposare, s'era fatto costruire tutto il mobilio dal falegname, come d'uso a quei tempi, ed avevano pattuito anche nu ngappasórge che doveva essere in regalo.
Mò, il mobilio era arrivato, i giovani erano sposi già da parecchi mesi; ma lu ngappasórge non era mai stato consegnato. Fu così che il marito, incontrando il falegname in piazza, gli fece 
- Maste Vecié, quanne me lu fèje quìre ngappasórge?
E mastro Vincenzo, senza imbarazzo
- Gésù, se numme puórte lu sórge; cóme fazze a pigliè la mesùra?
Si fecero tutt'e due una bella risata e la cosa la racconto ancora adesso.
BÒNA JURNÈTA!