(06/09/2016)
UN MAGISTRATO SANTAGATESE NELL'INCHIESTA PER IL TERREMOTO DEL CENTRO ITALIA
Tra i santagatesi che ci fanno onore c'è il giovane PM Rocco Maruotti nel pool di inchiesta della Procura di Rieti per i disastri causati dal terribile terremoto del 24 agosto

di Samantha Berardino

C'è anche un giovane magistrato santagatese tra i Pm della Procura di Rieti che stanno seguendo l'inchiesta per disastro colposo, in seguito al sisma del Centro Italia che ha devastato le aree del Reatino e dell’Ascolano: il giovane Pubblico Ministero Rocco Maruotti.

L’indagine è coordinata dal Procuratore capo Giuseppe Saieva, affiancato dai Pm Cristina Cambi, Lorenzo Francia e Rocco Gustavo Maruotti, promettente magistrato di origine santagatese, già agli onori della cronaca per la conduzione di altre inchieste di spessore, come quella dell'omicidio a bastonate tra vicini di casa a Forano o gli arresti per traffico di droga a Fiano Romano e per un traffico internazionale di auto rubate.

I terribili eventi sismici del Centro Italia, con epicentro nelle province di Rieti, Ascoli Piceno e Perugia, con la scossa distruttiva dello scorso 24 agosto alle 3:36 di magnitudo 6,0 ± 0,3, hanno portato morte e distruzione nell'intera Valle del Tronto, tra i comuni di Accumoli, Amatrice e Arquata del Tronto.

Quasi subito, la Procura di Rieti ha aperto un fascicolo e da allora indaga per disastro colposo. I quattro magistrati del pool di Saieva stanno raccogliendo le informative della polizia giudiziaria sui crolli avvenuti e compiendo verifiche di diverso tipo, in particolare sulle ristrutturazioni che erano state effettuate di recente al campanile di Accumoli e alla scuola elementare di Amatrice.

La priorità è capire se le persone sono morte in edifici che non avrebbero dovuto crollare, – ha dichiarato il pm Rocco Maruotti alla stampa - aspettiamo la mappatura degli edifici per capire cosa è accaduto. Non abbiamo ancora ricevuto denunce di persone che hanno comprato una casa certificata antisismica e poi hanno scoperto che non lo era. Ma forse arriveranno”.

L'indagine è ovviamente un atto dovuto ma se emergeranno fatti penalmente rilevanti i colpevoli saranno certamente perseguiti.

Ci sarebbero, infatti, interventi antisismici finanziati dalla Regione Lazio dopo il terremoto dell’Aquila del 2009, che non sono mai stati realizzati. Lavori nei paesi di Amatrice e Accumoli ritenuti urgenti, che non risultano compiuti nonostante l’erogazione dei soldi: ben cinque milioni di euro stanziati proprio per cercare di evitare nuovi disastri.

Sono centinaia i palazzi oggetto dell’inchiesta dei pubblici ministeri di Rieti e i primi accertamenti confermerebbero alcune gravi irregolarità compiute con certificati falsi e fondi destinati alla sicurezza dei quali si ignora la reale destinazione.

Intanto la Protezione civile riporta un bilancio ufficiale di 296 vittime, mentre sono state estratte vive dalle macerie 238 persone, con quasi 400 feriti portati in ospedale.

Il terremoto ha causato anche vasti danneggiamenti al patrimonio culturale della zona: soprattutto ad Amatrice, quasi interamente rasa al suolo dal sisma, nella zona di Norcia e nei paesi appenninici delle province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata, ma anche a Roma, distante più di 100 km dall'epicentro, dove si sono create delle crepe nelle Terme di Caracalla, che avevano già sofferto degli effetti del terremoto dell'Aquila del 2009.