(03/08/2016)
SANT'AGATA, IL GIUDICE ASSOLVE : " NESSUN ECOMOSTRO "



Torna il sorriso per le famiglie coinvolte nella vicenda giudiziaria dell’ecomostro a Sant’Agata di Puglia. La Corte d’Appello di Bari, presieduta dal giudice Alessandro Messina, martedì 26 luglio scorso,  ha sentenziato che non si tratta di un ecomostro e che le famiglie, che hanno acquistato gli appartamenti, possono far ritorno a casa. Una vicenda che va avanti da troppo tempo e che aveva dilaniato le casse di decine di cittadini, impossibilitati a vivere negli appartamenti acquistati e obbligati a pagare rate dei mutui accesi, e nello stesso tempo i fitti per le abitazioni ‘sostitutive’ oltre che, in molti casi, le rate delle finanziarie per l’acquisto dell’arredamento già montato negli appartamenti incriminati. Tutto parte il 18 gennaio 2011 quando gli uomini del Corpo Forestale dello Stato, appongono al cantiere del presso di Montanarella i sigilli per illeciti edilizi. La prima fase della vicenda giudiziaria si era chiusa con una condanna e l’ordine di abbattimento. Il gup del tribunale dauno, nel 2014 aveva infatti condannato a un anno, Savino Monatanarella accusato di abuso d’ufficio in concorso con il tecnico comunale e il progettista direttore dei lavori dell’immobile finito sotto accusa. Il giudice inoltre aveva riconosciuto il risarcimento danni in favore delle costituite parti civili Italia Nostra e Giuseppina Cutolo quale consigliere di minoranza del Comune di Sant’Agata e aveva disposto altresì l’abbattimento del manufatto abusivo subordinandolo ovviamente al passaggio in giudicato della sentenza. Ora la storia si ribalta e quella che sembrava l’affaire del momento si  è trasformata in una grande bolla di sapone. Il giudice della Corte D’Appello di Bari, oltre  a scongiurare il carcere per il costruttore assolvendolo in formula piena ha disposto l’immediato dissequestro del cantiere, che sarà notificato al Corpo Forestale dello Stato molto probabilmente già da lunedi prossimo, con la consequenziale ripresa dei lavori e la chiusura del cantiere nei prossimi mesi. «Letto l’articolo 605 c.p.p – si legge nella sentenza emessa dal giudice Messina –  in riforma della sentenza in data 13.03.2014 del giudice dell’udienza preliminare presso il Tribunale di Foggia, appellata da Savino Montanarella, assolve quest’ultimo dai reati ascrittigli perchè i fatti non sussistono.Revoca il sequestro preventivo dell’immobile, del quale dispone la restituzione all’avente diritto, nonché l’ordine di demolizione dell’opera. Revoca le statuizioni civili. Compensa, per intero, le spese del doppio grado di giudizio tra l’imputato Savino Montanarella e le parti civili Cutolo Giuseppina e associazione ‘Italia Nostra’».  Un’odissea che ha coinvolto oltre al costruttore, soprattutto 27 famiglie, che da questa vicenda hanno perso in media 25 mila euro tra fitti e spese correlate. In molti casi le famiglie hanno dovuto acquistare l’arredamento delle abitazioni affittate, nella speranza di poter un giorno utilizzare quello preparato su misura per l’appartamento del complesso Montanarella. «Finalmente questo terribile incubo è finito – racconta in uno sfogo sui social network una mamma delle famiglie coinvolte – ora vorrei sapere da te, cosa hai concluso, cosa speravi di ottenere, adesso te lo dico io.- si interroga la donna puntando il dito su chi ha sollevato il caso – sei riuscita a far sprofondare delle giovani famiglie nella disperazione più totale; ci hai rovinati psicologicamente ed economicamente. Hai mai pensato a noi in tutti questi anni di puro accanimento? No! Non te ne è mai fregato nulla. Noi e i nostri figli costretti a girovagare per anni in case di fortuna e costretti a pagare un affitto quando tutti i nostri sacrifici erano investiti in quella palazzina. Anni e anni di lavoro che da un giorno all’altro potevano dissolversi in una nube di macerie. Prova tu a mettere la testa sul cuscino tutte le notti e prima di addormentarti pensare come sarà la tua vita se domani potresti perdere tutto!». Dello stesso avviso Lino Marino, attuale consigliere comunale e vittima della vicenda giudiziaria dopo aver acquistato uno degli appartamenti del complesso Montanarella. «È realmente finito un incubo come dice la signora. – spiega Marino – Un brutto sogno che è durato davvero tanto e che ha influito sulla psicologia delle persone coinvolte. Un vortice di sospetti ed illazioni frutto di un gioco politico. Purtroppo bisogna dirlo: il tutto, infatti, è partito da quello. Screzi politici di paese, che se alimentati, possono far davvero male a tanta gente. Oggi però non vogliamo guardare al passato, ma a lunedì prossimo, quando arriverà dissequestro e quindi si ritornerà a lavorare in quel cantiere tanto discusso. L’opera è terminata al 90%. Erano già stati ultimati la gran parte degli appartamenti, ora bisogna effettuare le opere condominiali e gli allacci delle utenze. La speranza è che per Natale sotto l’albero il regalo desiderato da 27 famiglie santagatesi. un albero che speriamo sia allestito proprio all’interno degli appartamenti sottratti per troppo tempo.  Difatti la speranza è avere una nuova casa, tanto desiderata e sudata. Qualche mese fa la Cutolo diceva “qualcuno ci ringrazierà” non so cosa volesse dire; di certo non avrà i ringraziamenti da chi ha perso soldi, salute e tempo in questa vicenda che credo sia qualcosa di scandaloso. Anche le casse dello Stato, non la ringrazieranno, visto che  hanno avuto la peggio.  Basta immaginare che una sola perizia è costata a tutti noi cittadini ben  90 mila euro. A questi si aggiungono altre spese che sfiorano cifre molto importanti, spese per una questione campata in aria». Da sempre fiducioso nel lavoro della magistratura, oggi il sindaco di Sant’Agata, Gino Russo, festeggia con quelle famiglie l’esito positivo della vicenda. «Non voglio rientrare nella vicenda giudiziaria – racconta il primo cittadino – sopratutto perchè ho grande fiducia nel lavoro dei giudici. Sono senza dubbio contento per quanto emerso in sede di Corte d’Appello. La mia vicinanza alle famiglie coinvolte in questi anni ha significato una solidale sofferenza per una vicenda che ha penalizzato direttamente e indirettamente quasi tutto il paese. Sono contento e tiro un sospiro di sollievo per la positiva conclusione, aspettando quanto prima di veder conclusi i lavori e di vedere le famiglie occupare quelle abitazioni acquistate con i sacrifici di una vita – conclude Russo»

Tratto da www.lostruscio.it