(27/04/2016)
SAN GIORGIO RICORDA MARGHERITA LA BIMBA MORTA DURANTE LA GUERRA
SAN GIORGIO DI NOGARO. La festa della Liberazione viene sempre vissuta dai sangiorgini come un momento di grande phatos per i tanti ricordi e che la accompagnano, ma soprattutto per le vittime...di Francesca Artico


 
SAN GIORGIO DI NOGARO. La festa della Liberazione viene sempre vissuta dai sangiorgini come un momento di grande phatos per i tanti ricordi e che la accompagnano, ma soprattutto per le vittime innocenti che hanno accompagnato gli anni bui della Seconda guerra mondiale.

Non a caso le celebrazioni ieri sono iniziate a Nogaro, davanti al cippo di Margherita Luigia Milan, la prima vittima civile della guerra, morta il 18 marzo 1944 a soli 9 anni e da tutti “dimenticata” per 70 anni. Solo la forte volontà dei fratelli ha permesso che le venisse riconosciuto quel ruolo di vittima innocente della guerra “dei grandi” che le spettava, chiedendo al sindaco Pietro Del Frate l’inserimento del suo nome nella lapide che in municipio commemora i caduti di San Giorgio. Non solo: una stele commemorativa la ricorda nel luogo in cui trovò la morte mentre stava ritornando a casa da scuola, dalla frazione di Villanova verso quella di Nogaro, quando la scheggia di una bomba scaricata da un aereo la colpì alla schiena portandola due giorni dopo alla morte. A ricordarla ieri, non solo la presidente dell’Anpi Milena Panizzolo, ma anche il sindaco Del Frate, numerose autorità civili e i fratelli Margherita e Giorgio, che ne ha tracciato un commovente ricordo.

Poi la delegazione è arrivata nel giardino antistante il cimitero per deporre un mazzo di fiori davanti al cippo che ricorda i caduti sangiorgini della Resistenza e sulla vicina lapide dedicata ai tre giovani fucilati nell’aprile 1945 Guido Fumaldi, Silvio Conti e Domenico Perrone, «vittime di un regime che anche nel momento della disfatta continuò a mostrare la sua barbara efferatezza», ha detto Panizzolo. A dare significato a questa celebrazione, la presenza del nipote e delle pronipoti di Perrone che ogni anno arrivano da Sant’Agata di Puglia «una testimonianza di un legame profondo e un dolore che il tempo ha mitigato ma non cancellato».

Dopo il saluto di Del Frate, Panizzolo con toni duri ha

attaccato il processo di revisionismo storico «che si attua anche attraverso i reiterati attacchi alla Costituzione democratica camuffati da riforme costituzionali». Ha attaccato anche la nuova legge elettorale, per l’Anpi non conforme al dettato costituzionale nè agli interessi dei 
Fonte messaggeroveneto.gelocal.it