Di Toni Santagata, icona di Sant'Agata di Puglia nel mondo, conosciamo tutti le sue allegre canzoni che ci hanno deliziato per tanti anni, ma oggi voglio porre l'attenzione su alcuni suoi testi che sono vere e proprie poesie, non solo per la musicalità dei versi; ma per le immagini che evocano.
T'AGGIA PURTÈ A LU PAÉSE, ad esempio, è il primissimo canto d'amore per il suo paese che lo rende fiero e voglioso di condividerlo con la sua donna forestiera.
"Lu Castièrre, Lu Pònde, lu Mónde,
Sand Ròcche, San Gàrle, la Liscia
A Múnde Retúnne, a Re Còste,
Zita mia, te vòglie purtè;
Li Trìscete, Lu Vetecóne
A Tóppele Marìne
La Prèta re Sandu Lìnze;
Bella mia, te fàzze veré......
Viéne, viéne,
T'aggia purtè a lu paése...."
Sentite che musicalità nei versi che sembrano una serie di diapositive che si susseguono e ci regalano immagini di posti del nostro paese che ben conosciamo.
E MI VIEN VOGLIA è la più struggente di tutte. Descrive bene il desiderio di un santagatese che vive lontano dal paese e della eterna voglia di farvi ritorno.
"E mi vien voglia di restare,
anche se non ho più casa,
anche se soltanto i sassi
dicon :"questo è il mio paese".
E mi vien voglia di giocare
dove un dì c'era una piazza,
dove un cuore di bambino
ansimava per la corsa.
E mi vien voglia di pregare
dove un dì c'era una chiesa,
dove un dì col velo da sposa,
ti preparavi a dire di sì.
E mi vien voglia di sperare
che un giorno qui torni la vita,
che col sole ritorni l'amore
a riscaldare questo mio paese........."
La poesia continua, ma ci ha trasmesso già tutta la nostalgìa che emanano i versi.
E che dire di VIENI CARA, SIEDITI VICINO? È lo schietto racconto di chi fa l'antico mestiere di lavorare la terra, di quante fatiche e di quanta cura ha bisogno la natura perchè dia i suoi frutti. È, praticamente, un grido d'amore di chi ha scelto il passo lento dei campi e non la vita caotica che si pratica in città.
"Vieni, cara, siediti vicino,
ti racconterò come le mie mani
han toccato mille volte la terra
Sotto il sole, con la pioggia e col vento.
Vieni cara, siediti vicino,
E ti racconterò le mie fatiche,
Ti parlerò di come i fiori
al mattino sono ancora boccioli,
Vieni cara specchiati nel fiume,
qui l'olivo inargenta l'inverno,
qui l'estate rende biondo il frumento;
qui riprendi la misura del tempo.
Alla sera, quando il sole tramonta,
siamo certi d'avere vissuto,
d'aver fatto qualcosa che resta,
d'aver fatto qualcosa che vale.
Venire da te, ma proprio no!
Se di notte c'è il gelo,
come faccio a salvare
le gemme del pero,
La vigna e il melo
han bisogno di me.
VIA GARIBALDI poi, ha vinto non a caso il premio della critica a San Remo. Basta leggerla per rendersi conto della bellezza del testo e della sua profondità. In questo testo ci accorgiamo di quanta vena poetica è capace Tonino Morese, in arte Toni Santagata.
"Ti incontro per la strada questa sera
in questo angolo vero di città
ti dico per l’ultima volta stasera parole false, poi tacerò
ti dico che tramonta nel più rosso tramonto
parlare d’amore e di cuore
son false le parole
che uniscono le cose
in mazzi come rose
non c’è rosso stasera
non c’è primavera
e questa strada si chiama via Garibaldi
non è un viale romantico, è grigia com’è grigia questa città
verità, senza il bisogno di sincerità
concedimi una carezza
con tenerezza
senza parlare
senza fiatare
senza ascoltare
si spacca il cuore
ti amo, e lo dico senza fronzoli, ti amo
dosando le parole
non ho altro da dirti
ho una mano da darti
che trema nella tua
sarà un silenzio duro
non un muro
cammino al tuo fianco
con paura
in via Garibaldi
questa sera
coppia d’amanti
in questa strada vera ........"
"Il pendolare", " il seminatore", "Cantata dell'emigrante", "Lu frantoio" e " Cade l'ulivo" sono altri testi di impegno sociale che testimoniano storie di fatica e di emigrazione che hanno segnato la nostra storia di gente del Sud e che Toni a Santagata canta con versi densi di commozione.