(04/10/2015)
ITALIA INVASA DAI POMODORI CINESI: ECCO LA DENUNCIA DI COLDIRETTI
Per la Coldiretti +520% di import di pomodori dalla Cina, tra concentrati, sughi pronti e passata

di Samantha Berardino

Sono aumentate del 520 per cento le importazioni di concentrato di pomodoro dalla Cina, che raggiungeranno a fine anno circa 90 milioni di chili, pari a circa il 10 per cento della produzione nazionale. E' l'allarme lanciato dalla Coldiretti, sulla base dei dati Istat relativi al primo semestre 2015, che denuncia soprattutto il rischio concreto che tale prodotto sia spacciato come Made in Italy sui mercati nazionali ed esteri.
Tutto ciò a causa della mancanza dell'obbligo di indicare in etichetta la provenienza della materia prima, per cui basterebbe inscatolare il prodotto in Italia per essere targato come prodotto italiano.
Dalla Cina - sottolinea la Coldiretti - si sta assistendo "a un crescendo di navi che sbarcano fusti di oltre 200 chili di peso con concentrato di pomodoro da rilavorare e confezionare come italiano poiché nei contenitori al dettaglio e' obbligatorio indicare solo il luogo di confezionamento, ma non quello di coltivazione del pomodoro".
La maggioranza degli sbarchi avviene nel porto di Salerno in Campania, come evidenziato dal rapporto Agromafie. Un commercio "che va reso trasparente - continua la Coldiretti - con l'obbligo ad indicare in etichetta l'origine degli alimenti che attualmente vale in Italia solo per la passata di pomodoro ma non per il concentrato o per i sughi pronti. A rischio c'è uno dei settori simbolo del Made in Italy nel mondo".
"In un momento di difficoltà economica va portato sul mercato il valore aggiunto della trasparenza con l'obbligo di indicare la provenienza in etichetta per tutti i prodotti alimentari", ha affermato il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo.
La Cina ha iniziato la coltivazione di pomodoro per l'industria nel 1990 e oggi, dopo aver superato l'Unione Europea, rappresenta il secondo bacino di produzione dopo gli Stati Uniti. Ma il gigante asiatico ha conquistato anche il primato per prodotti alimentari irregolari perché contaminati dalla presenza di micotossine, additivi e coloranti al di fuori dalle norme di legge.
Nel settore del pomodoro da industria sono impegnati in Italia oltre 8mila imprenditori agricoli che coltivano su circa 72.000 ettari, 120 industrie di trasformazione in cui trovano lavoro ben 10mila persone, con un valore della produzione superiore ai 3,3 miliardi di euro.