(05/08/2015) DELICETO SI INAUGURA IL MONUMENTO ALL'EMIGRANTE di Comunicato Stampa | ||
![]() | ||
Per la collettività delicetana martedì 11 agosto 2015 è una giornata particolare, uno di quei momenti che resteranno negli annali della storia di Deliceto. Nella cittadina dei monti dauni sarà inaugurato il monumento all'emigrante. L'iniziativa rientra nel progetto “Migrantes” varato lo scorso anno dall'Associazione Turistica Pro Loco. Un progetto che nasce dal desiderio di Paolo Lavista, un emigrante delicetano, che vive da anni in Germania, di dedicare un monumento a tutti i delicetani che hanno lasciato la propri terra per un futuro migliore. Il Presidente della Pro Loco, Benvenuto Baldassarro e l’intero Comitato Direttivo accolsero con entusiasmo la proposta di Lavista, e così venne alla luce il Progetto “Migrantes” che oltre al monumento prevede la realizzazione di un Museo e di un Centro Studi sull’Emigrazione del Territorio. E così martedì 11 agosto in via G. Bonuomo nei pressi del civico 81 sarà inaugurato il Monumento all’Emigrante opera del Maestro Cosimo Tiso di Ascoli Satriano, su bozzetto di Vitoantonio Baldassarro. Alla manifestazione interverranno il Vescovo Metropolita della Diocesi di Foggia-Bovino, S.E. Mons. Vincenzo Pelvi, il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, l’Assessore Regionale all’Agricoltura Leo Di Gioia, il sindaco del Comune di Deliceto Antonio Montanino e l’intera Giunta e il Consiglio Comunale. Testimonial dell’evento il cantante Tony Santagata. Dopo l'inagurazione del monumento in piazzale Belvedere seguirà il Concertone all'Emigrante con la partecipazione di gruppi folcloristici, musicale e teatrali di Deliceto. Per tutta la giornata piazzale Belvedere ospiterà l'installazione “il Viaggio” dell'artista foggiano Piero Ricucci. Per quanto concerne il monumento, l’opera è un bassorilievo di cm 210 di h., 120 di L, con uno spessore cm 55; e dal peso di 30 ql., dove è stato raffigurato l’emigrante delicetano con una valigia di cartone che lascia la sua terra e in cerca di lavoro supera le Alpi e gli Oceani, portandosi dietro le radici del suo paese, raffigurate nell’albero dell’elce, simbolo di Deliceto. “L’emigrazione delicetana nel mondo,” sottolinea il Presidente Benvenuto Baldassarro “inizia prima dell’Unità d’Italia, ma nel decennio 1882/1892 si registra una nuova ondata verso le Americhe. Poi verso la metà degli anni ’70 del secolo scorso cessa ogni flusso migratorio verso i paesi extraeuropei. Negli anni dal 1958 al 1963 il fenomeno si sposta da prima verso i paesi europei come la Francia, la Germania, il Belgio e la Svizzera e poi nel triangolo industriale italiano. I Delicetani da contadini si trasformano a muratori, minatori ed entrano nelle catene di montaggio della Fiat e dell’Alfa Romeo. Il Monumento è un grande gesto d’amore per tutti i delicetani sparsi per il mondo”
| ||