una storia di vita santagatese dal libro del prof. Pietro Paolo Danza "SUD: Sempre Uniti Dovunque". La scelta non è casuale, perché vuole sottolineare la devozione che i santagatesi hanno sempre avuto per questa Madonna. Continuiamo da secoli ad incamminarci alla volta della Consolazione, non per abitudine o tradizione; ma per fede autentica del nostro popolo. La persona cieca, per chi non conosce le parentele, era una zia della signora Martina, la moglie dello storico barbiere Francesco Mazzeo, conosciuto meglio come "Ciccìll La Bérba ".
Cieca dalla nascita.
Cieca dalla nascita, Lucietta Contillo, una delle quattro sorelle della madre di mia suocera, Marino Marta, all'eà di dodici anni, doveva andare al Santuario della Madonna della Consolazione a Deliceto e si era messa d'accordo con le amiche che sarebbero passate a prenderla a casa sua alla Porta S. Angelo.
Al mattino quando Lucietta sentì il suono delle campane di san Nicola che suonavano a festa, annunziando la partenza della numerosa folla di fedeli che andavano in processione, resasi conto che le amiche non erano passate a prenderla, chiamò il fratellino Nicola Contillo di otto anni e si avviarono da soli.
Arrivati quasi in fondo alla contrada Trisciti e non sapendo il fratellino a quel punto quale mulattiera prendere, decisero di tornare al paese, ma, proprio in quel momento del “dietro front”, si avvvicinò una meravigliosa vecchietta con una robusta canna come bastone, che chiese loro dove dovessero andare e, alla risposta che erano diretti alla Consolazione, li tranquillizzò dicendo che avrebbe fatto lei da guida e s'incamminarono.
Arrivati alla contrada Limitiello, circa un chilometro dal Santuario, la “Signora” lasciò la canna appoggiandola sul ciglio della strada e disse ai ragazzi: “Se al ritorno non c'è nessuno a farvi compagnia, voi fermatevi qui dove ho messo la canna ed io arriverò subito per riaccompagnarvi fin dove necessario.
La “Signora”, tenendo per mano i ragazzi, percorso l'ultimo pezzo di strada, entrò nella chiesa stracolma di gente e incredibilmente i due ragazzi arrivarono a sedersi alla prima panca senza nessun problema.
Alla fine della Santa Messa, Lucietta e Nicola, aspettavano la “Signora” e, non vedendola, si preoccuparono, incominciarono a chiedere se qualcuno l'avesse vista e raccontarono che se erano riusciti ad arrivare al Santuario lo dovevano solo alla “Signora”. Parlarono anche delle indicazioni per il ritorno e della canna lasciata poco lontano dal Santuario, che fu trovata puntualmente e diventò la prova inconfutabile del “miracolo”.
La “Signora” era la Madonna della Consolazione a cui zia Lucietta chiese un altro miracolo: riacquistare la vista o morire, cosa che avvenne appena dopo un mese e tornò fra le braccia della Madonna.
(Dal libro di Pietro Paolo Danza: SUD: Sempre Uniti Dovunque).