(24/06/2015)
RICORDO DELLA MIETITURA DEL GRANO A BORGINETO


di Antonietta Pagliarulo

Si percorreva il tratturo,lungo,impervio,incorniciato da rovi,fronde di meli,mandorli ,papaveri,malva.L'angusto percorso terminava in uno slargo,un muro di pietre ammucchiate riparava la piccola masseria,due olmi sistemati ai lati ombreggiavano una timida discesa fino alla porta.Intorno il silenzio non era silenzio,si udiva il fruscio del vento nel canneto,il frinire delle cicale e dei grilli,ll canto degli uccelli sul pesco e vicino al pozzo.Davanti la distesa bionda dei campi di grano ondeggiava al soffio leggero e caldo del vento di luglio,un mare d'oro fra le cui onde facevano capolino le rosse corolle dei papaveri.Si aspettava la mietitura a Borgineto.Una volta assicurata la fune ,sotto il grosso gelso,mi abbandonavo sull'altalena e il tempo passava dolcemente.Mi richiamava il frastuono della mietitrebbiatrice,seguivo finche' potevo il suo percorso,guardavo le spighe falciate,ingoiate.Lo spettacolo piu' affascinante era offerto dalla cascata di chicchi d'oro che fuoriusciva dal mezzo,si sprigionava un odore che mi e' rimasto dentro mentre mi allontanavano dalla nuvola di polvere che mi faceva lacrimare gli occhi.Dopo era festa,all'ombra del gelso, si consumava il pranzo,si parlava del raccolto,si elogiava l'abbondanza dell'annata,si raccontava di storie antiche,di personaggi comici,di prodezze,bevendo generosamente vino.Ho un ricordo molto vivo di quei momenti un po' rubati,nascosta dietro l'amareno.