(18/06/2015)
SANT'AGATA DI PUGLIA E' CITTASLOW


di Redazione


Oggi 20 Giugno 2015 nell'ex Abazzia dell'Annunciata di Abbiategrasso ( Mi ) il Sindaco Gino Russo con gli Amministratori Comunali sono stati presenti con altri 250 Sindaci con presenze Internazionali al Gran Consiglio Generale delle Cittaslow In questa occasione è stata conferita l'Onoreficenza “ SANT'AGATA DI PUGLIA CITTASLOW “ Questa Redazione è onorata di condividere co Voi cari Amici questa bella notizia. Auguri Sant'Agata ! 

Le Cittaslow sono  territori ad alta valenza turistica , ma di un turismo esperienziale, godibile nella lentezza e non nel “mordi e fuggi”, emotivamente coinvolgente, per i suoi paesaggi, il tessuto architettonico, il buon cibo,l’accoglienza della comunità cittadina, l’attenzione alle problematiche comunitarie.Intanto, nel 73% dei casi le Cittaslow di tutto il mondo dispongono di un centro storico ad alta valenza architettonica; un valore che sale al 91% in Italia ( 70% nel resto d’Europa per scendere al 47% nel resto del mondo).In media l’offerta turistico ricettiva è misurabile con la disponibilità di 1.109 posti letto di cui il 65% in strutture complementari e il 35% in strutture alberghiere.In Italia l’offerta turistica media è più bassa essendo disponibili in media 765 posti letto per città, ma sale la quota in esercizi alberghieri al 53%.Nel 2014 i pernottamenti medi annui sono stati di 65mila per ogni centro che porta complessivamente a 12,3 milioni le presenze registrate nella rete slow.

Il carattere che determina una maggiore qualità della vita nelle Cittaslow di tutto il mondo è l’apertura alla natura, alla ruralità e alla cultura.Nel 60% dei centri indagati sono presenti orti pubblici o collettivi coltivati dai cittadini nella media globale ce ne sono 15 per città ( più in Europa e nel resto del mondo che in Italia),mentre molto ampia è la presenza di ristoranti e trattorie che offrono prodotti del territorioce ne sono in media 12 per ogni centro.Quanto alle strutture per la diffusione culturale si registra la presenza media di 2 librerie e di 3 gallerie d’arte, molto presenti soprattutto nelle città europee. Nel 76% delle Città Slow di tutto il mondo è presente almeno un teatro o una sala per concerti e nell’81% un museo o un sito storico o un’area archeologica. La cultura, la convivialità e la smart rurality, quindi, determinano una maggiore vivibilità. 

Dietro un’elevata soddisfazione dei cittadini si celano gli ingredienti che l’hanno determinata: un mix di funzionalità e bellezza, di emozione ed esperienze comunitarie, di buon cibo e artigianato, di relazioni umane e di solidarietà. Al primo posto fra gli archetipi slow si colloca il paesaggio e il contesto ambientale e rurale curato continuamente e preservato nel 90% dei territori sottoposti alla ricerca, quindi i prodotti agro-alimentari che seguono e sviluppano la tradizione dei luoghi, presenti nel 76% delle Città Slow.Al terzo posto si colloca nel 61% di questi centri la dotazione di cultural heritage ovvero di un patrimonio architettonico,storico artistico di pregio. Quindi, l’esistenza dell’ artigianato di tradizione (49%) e di un centro storico restaurato (43%). 

Le Città Slow sono anche centri dove si governa bene e si attuano le politiche più avanzate per la gestione del territorio.Nel 49% delle città si svolgono manifestazioni culturali d’eccellenza, nel 28% esistono politiche di valorizzazione e tutela dei prodotti locali,nel 23% la gestione dei rifiuti adotta le tecniche più avanzate, nel 15% è molto sviluppata l’agricoltura biologica e il sostegno alle produzioni tipiche del territorio, nel 14% sono centrali, nell’azione pubblica, il risparmio energetico e le energie rinnovabili,nel 12% si attuano politiche per la mobilità alternativa (ciclo-pedonale, auto elettriche…) e poi politiche per l’accoglienza, formazione continua degli operatori,riduzione dell’inquinamento acustico e luminoso,risparmio idrico, bio-architettura, social innovation e coinvolgimento dei cittadini.