(18/03/2015)
FIGLI DI UN SOGNO : STORIE DI EMIGRANTI RACCONTATE DA CHI LE HA REALMENTE VISSUTE


di MaestroCastello

Tante volte mi capita di guardare le foto di Sant'Agata, mi assalgono dei dubbi e mi chiedo: " ma ije so' re Sant'Àheta? Che ci'azzécche cu stu paése? La vita mia s'è svolta altrove.... po' pènze: mio padre sta sepolto  in questo cimitero, mia madre pure, mia nonna, i miei parenti e tanti amici e  conoscenti; allora un legame ce l'ho con questa terra!
 In paese, però, non ho più nessuno, i miei parenti più stretti sono tutti scesi  al cimitero in forma definitiva. Infatti fino a qualche tempo fa, arrivando a Sant'Agata, mi fermavo direttamente al camposanto, perchè non sentivo il bisogno di salire in paese, se non per una capatina al forno per rifornirmi di pane e di taralli ed ero già pronto a ripartire alla volta della Capitale.
 Siamo in tantissimi, figli di questa terra, figli di un sogno custodito in valigia di cartone, assieme alla speranza di farvi un giorno ritorno. È solo utopia la mia?
 Ogni tanto mi sorprendo a rompere lo spago e aprire idealmente quella valigia, dove è deposta la mia vita, un po' rosa e un po' grigia, e vi scorgo ricordi variopinti: i ricordi più brutti li trovo sul fondo, sparsi tutti intorno, quelli poco sereni di cui tutti siamo pieni e, infine, quelli rosa nella parte di sopra. Poi richiudo tutto e mi chiedo: dove sei finita, prima parte della mia vita?
 Da qualche tempo ho tanti amici virtuali, che per me è come fossero reali, che hanno lo stesso mio amore per questa terra e ciò mi incoraggia a vivere il paese presente e non rifugiarmi solo nei ricordi. Condividere Sant'Agata è una bella magìa e lo devo alla moderna tecnologia.
 Buona vita!