(08/03/2015) IERI COME OGGI : LA VIOLENZA CONTRO LA DONNA NON CONOSCE TEMPO di Dora Donofrio Del Vecchio | ||
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In un precedente lavoro abbiamo presentato i sentimenti e gli affetti di due scrittori santagatesi,Gino Marchitelli e L. Agnelli, verso la donna. Una donna amata, rispettata, considerata nelle virtùpiù nobili ed eccelse. Ispiratrice di alti sentimenti perché “la gloria, la castità, l’innocenza, laverginità, la giovinezza, la bellezza, l’onore, l’onestà, la scienza, la poesia, le arti s’incontrarono inessa”.Ma quanti hanno o hanno avuto nei suoi confronti il rispetto e la considerazione che merita?Gli stupri, le violenze e le sopraffazioni anche in ambito familiari non si contano più.Il I agosto del 1808 quattro persone armate di baionette e fucili entrano nella masseria deifratelli Nunzio, Michele ed Alessandro del comune di Trevico. Rubano 60 ducati di moneted’argento, tre fili d'oro, diversi prosciutti, lardo, formaggio, due giumente e biancheria. Per il regiogovernatore tra i ladri è Salvatore Ferrarelli di Sant’Agata, perciò lo fa arrestare e tradurre incarcere. Fa arrestare e carcerare contemporaneamente una donna, amica del FerrarelliIl 4 agosto si presenta a Sant’Agata un capitano con un intero distaccamento militareproveniente da Monteleone per interrogare la donna, che si rifiuta di parlare. Viene, pertanto, fattauscire dal carcere. Le si tosano i capelli e le si tinge il viso di nero. Fattala salire su un’asina,scortata dall’intero distaccamento militare, è costretta a girare per tutto il paese. Quindi vienedichiarata bandita dal Comune e poi, sotto gli occhi di tanti santagatesi, portata via alla volta diMonteleone.Colpevole o innocente, perché la donna, senza alcun processo, è stata sottoposta a quella seriedi violenze, dalla tosatura dei capelli alla tintura del volto e al pubblico vilipendio? Determinare conla forza e l’autorità stati di soggezione, di servitù e di degradazione non è pareggiare nell'ignominiail reato che si vuol punire?Passa in second'ordine la gravità del furto commesso nella masseria di Trevico al cospetto diuna donna che nulla ha potuto per difendere la propria persona e la propria dignità.(Il documento è presso l’Archivio di Stato di Foggia)Dora Donofrio Del Vecchio | ||