(06/03/2015)
ALLA RICERCA SPASMODICA DELLO SPIONE DELLA PUGLIA


di Antonietta Pagliarulo


Lungo la strada di campagna,tra sparuti steli e cardoni arsi dal sole,vagavano i miei pensieri. Paesaggio deturpato dalle enormi pale eoliche,lo sguardo si perdeva tra la terra,si fermava sulle masserie,seguiva ogni avvallamento alla ricerca spasmodica dello Spione. Una curva dopo l'altra,il vento mi portava l'odore di zolle di terra rimosse,di erba secca,di origano,godevo del tempo e dello spazio che mi separava dalla sospirata  meta. Ho imparato che l'attesa e' fatta di momenti intrisi di emozioni,di sospiri,non e' ancora pienezza ma fa battere gioiosamente il cuore. Eccolo..lo Spione amato. Su per l'erta,la consueta pressante impazienza,le prime pietre,l'edicola votiva della Madonna del Carmine ,il Ponte,il mio paese allargava le sue braccia. Ancora su, fino alla cima,riscaldata dal desiderio forte di toccare il selciato. Un balzo..via  Monteforte!  La mia strada,il muro,salotto accogliente da sempre,vedevo i volti tanto familiari sorridermi,venirmi incontro,non mi serviva di piu'  per essere felice. Abbandonavo a terra il bagaglio,abbracciavo le anziane persone che avevo davanti,sacre come le antiche pietre."Bnrica,criscj"alla mia eta' mi faceva ridere,all'improvviso una domanda "uagna',proprij ajer parlavn r te..ma a te chi t pigliej Domenica o Gerardina la levatrice?"una luce dentro mi pervase,"Gerardina".. "ru dciett ij!"Sentivo una vibrazione fatta di gioia,di commozione,di amore...la mia anima rotolo' in un passato remoto,ero finita nel ventre materno,poteva succedere solo li',al mio paese.