(01/02/2015)
“FOGGIA - INTER 3 -2. L’ IMPRESA DEGLI EROI DI PUGLIESE”


di Alfonso De Capraris


Come da programma, ieri sera 30 gennaio, nella sala Rosa del Vento della Fondazione Banca del Monte Domenico Siniscalco Ceci di Foggia, in Via Arpi, 152, è evvenuta la presentazione del libro “Foggia-Inter 3-2. L’impresa degli eroi di Pugliese”, scritto dal giornalista foggiano Domenico Carella, profondo conoscitore dell’argomento.

 La serata ha visto una larghissima partecipazione di cittadini, tifosi e non, oltre che di autorità politiche, del presidente della società calcistica, e dell’attuale allenatore mister De Zerbi; tutti hanno vissuto un momento magico nel vedere scorrere sullo schermo le immagini in bianco e nero di quello storico incontro, e nel ricordare tante gesta, di cui la compagine calcistica foggiana si è glorificata nel corso della sua lunga attività agonistica.

 Molto applaudita ed apprezzata è stata la presenza di alcuni campioni del passato, giunti anche da lontano, i quali non hanno voluto mancare all’appuntamento, apportando con le proprie testimonianze un contributo importante alla riuscita della suggestiva cerimonia.

 Chiaramente nell’albo dei ricordi la parte più importante è stata dedicata alla memoria di Vittorio Cosimo Nocera, alla presenza della gentile consorte e della figlia, alle quali il capitano della squadra di allora Ciccio Patino ha rivolto parole che hanno creato un’atmosfera commovente.

 Non sono mancati, però, anche ricordi di episodi allegri e simpatici, riportati alla luce dallo stesso Patino e da Roberto Oltramari, riguardanti soprattutto la figura e la personalità di Oronzo Pugliese, il Mago del Sud, come lo stesso amava definirsi in contrapposizione al Mago del Nord, Helenio Herrera.

 Così abbiamo saputo che ad una riunione di tutti gli allenatori a Coverciano, Pugliese si presentò tutto vestito di bianco con una cravatta su cui era scritto vaffanculo, facendo uscire gli occhi fuori dalle orbite a Nereo Rocco.

 Ed ancora, proprio in occasione di quella memorabile partita, Pugliese giocò d’astuzia, facendo chiudere per sette giorni i bocchettoni che avrebbero dovuto innaffiare il terreno di gioco, che non era un manto erboso, bensì fatto con il materiale di risulta dalla lavorazione delle olive, tanto che il Grande Corso (quello dell’Inter, naturalmente) presentò le proprie rimostranze.

 Don Oronzo, però, andò oltre, portando tutta la squadra in un frantoio, dove i giocatori lamentarono un certo fastidio alle narici, di fronte al quale il mister si mostrò irremovibile, asserendo che tutti si sarebbero dovuti abituare, mentre gli avversari si sarebbero trovati in difficoltà, abituati com’erano a giocare sull’erba di San Siro.

 La cerimonia si è conclusa con un pensiero rivolto a quei giocatori che hanno lasciato questa vita terrena, fra i quali Ghedini e Bettoni, ai cui figli, presenti in sala, così come a Gianni Pirazzini ed a tutti gli altri è stata consegnata una targa ricordo, raffigurante la squadra al completo, quindi è stato dato appuntamento a tutti per questa mattina allo stadio comunale, dove, dopo la messa, verrà apposta da parte del Comune una targa commemorativa di Vittorio Cosimo Nocera, al cui nome sarà intitolata la tribuna ovest dello stadio.

 Alfonso De Capraris.