(06/11/2014) CRONACA DALLE BANCARELLE di Mario De Capraris | ||
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Sono venuto a questo mercato rionale di periferia perchè una delle bancarelle vende degli squisiti taralli e dei mostaccioli al rum dal gusto speciale, infatti un nugolo di persone, per la maggior parte donne, ha preso d'assalto la bancarella. I quattro venditori fanno del loro meglio per servire tutti, sempre con cortesia, mentre si fanno docilmente maltrattare dalle clienti che si rivolgono con modi bruschi e privi di buone maniere. Una donna, appena arrivata che sembrava aspettare pazientemente il suo turno (anche se nel disordine è difficile stabilire a chi spetta essere servito) tutt'assieme alza la voce rivolta ai commercianti: “Ehi, da questa parte non viene nessuno a servire? Sono tre ore che sto aspettando.” “Signora, ma siete arrivata appena adesso” le fa notare un uomo che quasi si trattiene dal ridere di fronte all'assurdità che ha detto la donna. “Eh, ma qua se non fai così, questi se la prendono comoda” risponde la donna che, si vede, parla solo per assurdo perchè invece i quattro venditori si danno da fare come pazzi. Quando mi allontano sento ancora la donna che grida: “Ehi, ci vogliamo spicciare o dobbiamo stare qui fino a mezzanotte?” Sarei curioso di sapere che cosa aveva da comprare quella donna. Penso che se glielo chiedessero, scommetto che risponderebbe: “Niente.” Vicino a un'altra bancarella incontro Sandro che è insieme a Bianchina, il suo cane. Dopo le chiacchiere di rito, riferendomi al cane gli domando: “Beh la sera la porti a spasso a un orario decente o fai come quando eri in servizio che ti trattenevi fino a tardi e a quel povero animale rischiavi di fargli spaccare la vescica? e chissà quante parolacce ti diceva che aveva bisogno di uscire.” Sandro prende la palla al balzo per lamentarsi che nell'ascensore del suo condominio hanno vietato di far entrare i cani, quindi per lui che abita al sesto piano è un problema. Ci tiene a dirmi che è una norma assurda: “Che cosa credono? Che il mio cane è sporco? Al mio cane gli faccio il bagno ogni giorno, lo profumo. Io il mio cane lo posso baciare. E loro che cosa fanno? Gli vietano di entrare nell'ascensore? Ma lo sanno quanto è profumato il mio cane? Io lo bacio.” Alla fine glielo chiedo mentre lui non puo' fare a meno di sorridere: “Ma baciavi anche Nicolino?” Nicolino era un coniglio che Sandro aveva in casa oltre al cane. Spesso l'amico me ne aveva descritto le doti di grande compagnia e affetto, un elemento molto importante in famiglia pur essendo un animale dalle qualità poco riconosciute. Però una mattina che arrivo in ufficio, uno dei colleghi si affretta ad avvisarmi: “E' morto Nicolino. Mi raccomando, adesso che arriva Sandro, non fare la battuta come l'ha fatta qualcuno di noi al telefono che gli ha chiesto se era saporito al forno con le patate, perchè Sandro ci è rimasto male.” Dopo un poco ecco che arriva Sandro il quale ci trova che cerchiamo di tenere un comportamento adatto per la circostanza. “Mi dispiace” dico io. “Immagino che adesso in casa sentirete molto la sua mancanza.” Lui apprezza lo sforzo che faccio per essere serio, anche se non si fida completamente, infatti sta attento se invece non mi scappa qualche sorrisetto perchè in effetti mi trattengo molto e faccio una grande fatica a scacciare la domanda dalla mente che gli vorrei fare: “Come è stato al forno con le patate?” | ||