(20/09/2014) LE LETTERE D'AMORE DEI MIGRANTI MORTI IN MARE. MESSAGGI MAI SPEDITI ALLE MOGLI E ALLE FIDANZATE RIMASTE IN PATRIA | ||
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Le portavano addosso come fossero delle reliquie. Molte erano persino sigillate dentro buste di plastica per non farle distruggere dal mare. Sono le lettere d'amore e di speranza inviate dai migranti "in fuga dal sud del mondo" alle loro mogli, fidanzate, madri che hanno lasciato nei paesi d'origine. Lettere mai arrivate a destinazione perché chi le ha scritte è morto nella traversata. Proprio come Samir, un giovane egiziano tra i 20 e i 25 anni che - come riferisce il quotidiano La Repubblica - è arrivato cadavere a Pozzallo:
O come quella di George, probabilmente di origine liberiana che "avrebbe scritto scritto alla sua amata quando dal porto di Zuhara salì su uno dei barconi salpato verso le coste di Lampedusa":
Lettere che, rilette oggi, sembrano quasi un testamento. Tra le righe spesso anche il racconto della "loro odissea", la traversata nel deserto, il pizzo pagato ad ogni frontiera e la paura che quel barcone su cui stanno per salire possa affondare. Repubblica riposta la testimonianza di uno dei poliziotti della squadra mobile di Ragusa, da mesi impegnato a Pozzallo:
Un giornalista del New York Times ne ha trovata una persino in un pacchetto di sigarette. Una lettera brevissima, scritta a mano in un dialetto eritreo.
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