(14/09/2014) LA DEVOZIONE DEI SANTAGATESI PER LA CROCE di Dora Donofrio Del Vecchio | ||
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Il culto cristologico costituisce un particolare filone di pietà, in cui devozione e contemplazione creano un contesto che, oltre a considerare la Passione e Morte di Cristo, comprende pratiche pie e devote come la Via Crucis, le Quarantore con l’esposizione del SS.mo Sacramento, i suffragi per i defunti e le anime del Purgatorio, l’adorazione della S. Croce, la celebrazione della festa dell’Invenzione (3 maggio) ed Esaltazione della Santa Croce (14 settembre). Esso si allarga a contemplare il dolore della Madre, la Mater dolorosa, la Vergine Addolorata, per cui molto spesso, presso un Crocifisso si trova la Vergine Addolorata.Alla Croce, il “simbolo dei simboli”, e simbolo fondamentale del cristianesimo, ed al Crocifisso erano dedicati in Capitanata, già nel Medioevo, chiese, cappelle, oratori, confraternite, come attestano la chiesa e la statua lignea del SS.mo Crocifisso di Cagnano Varano (sec. XIII), la confraternita della S. Croce (1379) e quella del Crocifisso (secolo XV) di Lucera. Ed a Sant’Agata di Puglia un’antica chiesetta dedicata alla Croce era sopra la Piazza nuova, e fu abbattuta nella seconda metà del ‘500 per costruire la casa del capitano. Al suo posto si collocò una Croce. La chiesetta era dotata di molti beni tra cui tanti terreni seminatori in località Lama di S. Croce.La devozione verso il Crocifisso si diffuse, a Sant’Agata, particolarmente nella seconda metà del ‘600, dopo la costruzione nella chiesa di S. Andrea della cappella e dell’altare dedicati al Crocifisso per volere del devoto benefattore Giovanni Giacomo Morese, altare che si denominò del Crocifisso e SS.mo Sacramento.Al culto del Crocifisso si legavano molte pratiche devote, oltre a quelle di cui anzi si è fatto cenno: si celebrava il “mese di luglio” che si dedicava al Preziosissimo Sangue di nostro Signore Gesù Cristo, con la recita del rosario e la celebrazione della messa, animata dal canto della litania e degli inni della Passione. Si recitava la “coronella alle cinque piaghe di nostro Signore Gesù Cristo” nel mese di marzo, si allestiva il S. Sepolcro per il Venerdì Santo, Sepolcro che veniva ornato da tanti fiori (soprattutto i profumatissimi “garofani di S. Giuseppe” e le viole) e piante di grano dal colore verde tenero e delicatissimo, fatte crescere al buio, in contenitori a forme varie, soprattutto a forma di croce. Solitamente per allestire il S. Sepolcro si rappresentava un mistero, e fra i pittori era fra Raffaele da Mirabella dei padri francescani, residente nel convento dell’Annunziata di Sant’Agata di Puglia, Paolo Antonio Pietrocola e Rinaldi Francesco Paolo. Costui nel 1872 dipinse il Sacrificio di Abramo (l’opera costò lire 4,50). Al culto del Crocifisso si legava anche la pratica del suffragio per le anime del Purgatorio, alle quali si dedicava il mese di novembre, con la recita delle quattro “poste del rosario dei morti colla relativa orazione in volgare”.La festa del Crocifisso si celebrava nella chiesa di S. Andrea il 14 settembre con “vespero”, messa “parata”, Te Deum, esposizione del SS.mo Sacramento e processione all’interno della chiesa.Una memorabile processione del Crocifisso risale al 1945, anno in cui fu completato il lavoro d’arte di Enzo Liberti e la chiesa fu rimessa a nuovo. E fuproprio l’artista Liberti a proporre e far realizzare la processione del Cristo, vincendo la perplessità del parroco don Marciano Palazzo, che condivideva le preoccupazioni del popolo, secondo cui se “Cristo girava per la terra”, se, cioè, si portava in processione la sua statua, si sarebbero verificate calamità naturali, come terremoti ed uragani. Il falegname Nicola Mavilia costruì una solida base di legno per poggiarla, e la condussero sei devoti per le vie processionali di tutto il paese. Venne da Bovino il vescovo mons. Innocenzo Alfredo Russo che partecipò alla processione. Ci fu un gran concorso di popolo e tanta commozione e partecipazione di gente ancora disperata per i danni e le ferite dell’ultima guerra. Molti seguirono il Cristo a piedi nudi e battendosi il petto. L’avvenimento creò un momento di forte ed intensa pietà collettiva, che si annovera fra le pagine più belle della storia religiosa dei santagatesi, e che rinvigorì il culto per il Crocifisso.L’arciprete di S. Andrea siglava gli atti ufficiali con un timbro dalla forma ovale recante l’immagine della Croce.A conferma della costante e forte devozione di santagatesi per la Croce ed il Crocifisso, è la costituzione del Comitato “Amor Crucis” cnella Parrocchia di S. Nicola; è la monumentale Croce di ferro fuso fatta installare sul monte (alt. mt. 716) di fronte al paese, l’8 giugno 1901.La chiesa santagatese rispose all’appello di papa Leone XIII, che riproponeva l’antico culto della Croce, e faceva installare 19 Croci su altrettanti monti scelti in tutta l’Italia in ricordo dei 19 secoli della nascita di Cristo e, quindi, della redenzione per gli uomini. Il 3 maggio di ogni anno, festa dell’Invenzione della Santa Croce, devoti si recano a pregare ai piedi di quel sacro simbolo, su quel monte che da oltre un secolo si chiama Monte della Croce, così il 14 settembre, festa della Esaltazione della Santa Croce. Dal 14 settembre 1991 la monumentale Croce è costantemente illuminata, ed una lapide recita: “Alla Croce di Cristo/Simbolo di fede/Faro di civiltà/Dedichiamo /Questa illuminazione /Permanente/Il Comitato “Amor Crucis”/Fedeli, Autorità civili e religiose/14 Settembre 1991”.Il tempietto del Calvario (che ha dato il nome al rione in cui è situato), fatto costruire nel 1913 dal sig. Francesco Pietrocola presso la chiesa di S. Maria delle Grazie, attesta il culto per la Passione di Cristo. Su quel luogo c’era già una Croce con i simboli della Passione (il gallo, i chiodi, la scala, ecc.). Il Pietrocola ne fece aggiungere un’altra, chiamata dal popolo “Croce santa” e tra l’una e l’altra fece costruire un altare che dotò di una grande statua del Crocifisso e di una in gesso della Vergine Addolorata. In questa cappella si celebrava la S. Messa il 3 maggio, ed ogni volta che fedeli volevano far celebrare messe in suffragio di defunti o per devozione. Annunziava la sacra funzione la campana della vicina chiesa di S. Maria delle Grazie ed officiava lo stesso sacerdote di detta chiesa. Nella cappella del Calvario si allestiva il S. Sepolcro la Settimana Santa, e la cappella rimaneva aperta anche di notte, per consentire ai fedeli, durante il pellegrinaggio ai Sepolcri, di sostarvi per la meditazione. | ||