(27/06/2014)
SI FA PRESTO A DIRE INNESTO


di Mario De Capraris


Quando l'amico mi dice che il ciliegio del suo giardino sono anni che non dà frutti perchè secondo lui bisognerebbe innestarlo, mi trovo abbastanza d'accordo nella sua opinione. Lui veramente sarebbe anche dell'idea di tagliare l'albero alle radici così non se ne parla più. Ma in questo mi trova alquanto in disaccordo in quanto l'innesto è almeno da tentare come ultima soluzione.

“Ma chi farà l'innesto?” fa l'amico. “Dove lo vado a trovare un innestatore?”

“Come, dove lo vado a trovare?”dico io. “Ma ce l'hai qui, davanti a te. Sono io.”

“E tu hai mai innestato?”

“Non ho mai innestato, ma so come si fa. Secondo te, che cos'altro ho visto fare da ragazzo in campagna?”

L'amico mi dà fiducia e così il giorno prefissato mi presento a casa sua con legacci, attrezzo adatto e rametto ottenuto da un altro albero di ciliegio (la marza) che fruttifica abbondantemente.

Non mi sembra vero che sto mettendo in pratica un mestiere che nell'infanzia ho rubato con gli occhi. È proprio vero quando si dice: “Impara l'arte e mettila da parte.”

Dunque mi accingo ad operare. Dall'alto della mia “grande” esperienza ho deciso per l'innesto a marza. Come previsto, taglio, apro, faccio combaciare le parti interne in modo che la linfa potrà scorrere dal fusto al ramo, poi chiudo con i legacci e infine cospargo il mastice con il pennello.  E giacchè ci sono, giusto per far abbondare in famiglia le ciliege, faccio anche un secondo innesto. 

L'amico e i familiari, riconoscenti, mi ringraziano e io faccio il modesto e dico che non ho fatto niente di eccezionale, tanto loro lo sanno che non è da tutti tenere un amico che sia competente e sappia risolvere questioni botaniche.

Mentre me ne vado dico:

“Vedrete che l'anno prossimo raccoglierete quintali di ciliege.”

Infatti, l'anno dopo, di ciliege non ne raccolgono nemmeno una. E così anche gli anni successivi. Non solo, ma l'albero, nelle parti dove ho fatti gli innesti, si è pure seccato. Finchè l'amico ci rinuncia e lo rade al suolo.

Una sera che mi trovo a guardare un servizio di agricoltura in televisione capisco l'arcano. Il mistero si svela alla mia conoscenza perchè vedo che in Cina, per mancanza di api, sono costretti a impollinare i fiori degli alberi. E lo fanno le persone manualmente. Prelevano il polline dai fiori da un ciliegio e con un pennello lo passano sui fiori di un altro ciliegio per farli fecondare. L'ovario del fiore in questo modo, ricevendo il polline, sarà fecondato e produrrà il frutto.

Ecco che cosa serviva al ciliegio dell'amico: l'impollinazione. Altro che innesto.