…doveva essere proprio una bella giornata quel 13 settembre quando vidi per la prima volta Il cielo di S.Agata , una di quei giorni poveri ,pieni di profumi semplici ....
Dal 1948 al 1954 non posso dirti nulla, ricordo il mio primo giorno di scuola
Mia madre mi ha dovuto trascinare a forza , piangevo , avevo paura ,una paura che
scomparve subito appena mi trovai in classe , c’erano tanti compagni e il mio primo maestro ( Danza ) mi accolse con un sorriso , ricordo che fu l’ultimo anno che insegnava infatti quando fini la scuola ci portò tutti a casa e ci offrì dei dolci. Da allora la mia seconda casa fu la strada , allora non c’era la televisione ed i giochi dovevamo inventarceli. A Scuola andavamo tutti con il grembiule ed il colletto bianco. Nella cartella di cartone rigido una scatola di colori ( Giotto ) con un odore che mi ha accompagnato nel tempo, una matita , una gomma , la scatola con
i pennini ( di tre misure , che conservo sulla scrivania con la penna ) un calamaio con l’inchiostro , la carta assorbente , il libro di lettura , il sussidiario ed a volte un panino con la frittata )
Come ero da piccolo ? , ho una foto di quando frequentavo la scuola elementare , della prima media ( allora si faceva un di esame ammissione per frequentare la scuola media Avevo i capelli biondissimi e piangevo quando mi portavano dal barbiere a tagliarli corti .
Ho portato sempre i pantaloncini sino a quando ho finito la terza media .
Ho studiato sempre con profitto , mi piaceva molto leggere e grazie a mia sorella
imparai bene il latino e la mitologia mi affascinava.
La mia fantasia di ragazzino si cibava di tutto quello che S.Agata poteva offrire .
Allora non immaginavo che un giorno avrei pensato con nostalgia a quegli anni!
Forse è fisiologico che intorno ai 60 anni si pensi con tanto affetto ai periodi dell’adolescenza, perché si fanno i conti con gli anni che passano e con il tempo perduto che non potrà più essere vissuto.
Tutto è successo così in fretta ! la vecchiaia , allora , era lontana come la luna.
Quanti anni ho vissuto a cogliere i primi segni del mutarsi delle stagioni dai tronchi e dalle chiome degli alberi, ma ora non ne sono più capace !
Mi piace però ritornare spesso , anche se solo con la mente ,alla terra dei padri...a quella terra che ho in gran parte dimenticato...alla solidarietà che univa in comunità le famiglie...dove le persone si riunivano portando ognuno il suo ; ….Era la gioia e l’allegria di un tempo…...….