(10/06/2014)
QUALE FUTURO PER IL PONTE ROMANO DI PALINO ?
Sembra che oltre alle crepe, per l’antico monumento si stia aprendo anche una speranza. Una nota del Ministero dei beni e delle attività Culturali e del Turismo la comunica al Direttore regionale per i beni architettonici e paesaggistici della Puglia e all’Associazione “Santagatesi nel Mondo”.

di Rosario Brescia
Particolare oggi
 Particolare oggi


Nota del Ministero
 Nota del Ministero


Opera di grande valore storico, imponente,in tutta la sua lunghezza di circa 210 metri, l’antico pontedi Palino, nei pressi di Sant’Agata di Puglia, fu costruito dai Romani su quello che una volta era il corso del fiume Calaggio. A distruggerlo,oggi, man mano che passano gli anni, stanno provvedendo l’incuria e l’abbandono totale, soprattutto dopo che una forte alluvione avvenuta nel 2005 fece franare gran parte di uno degli archilaterali, lato ancora oggi precariamentee semplicemente puntellato con assi e travi di legno.

Solitario testimone di millenaria storia, a questo monumento di così alto valore storico e alla sua prevedibile misera fine,nel tempo si sono interessati giornali, privati cittadini, studiosi, ed associazioni culturali che, ognuno per la propria parte e con i propri mezzi, hanno tentato di preservare e sottrarre all’incuria e all’indifferenza delle istituzioni preposte.

Una nota di merito in questo senso va riconosciuta  all’associazione “Santagatesi nel Mondo” di Sant’Agata di Puglia, che numerose e valide iniziative ha dedicato nel tempo all’antico monumento.

Al ponte di Palino si è più volte dedicataanche la professoressa Dora Donofrio Del Vecchio, nota ricercatrice storica santagatese che tanto impegno ha profuso, e continua ancora a spendere, al fine di sensibilizzare le competenti autorità.Andando a ritroso nel tempo, infatti, già egli anni Ottanta del secolo scorso proprio la prof.ssa Dora Donofrio ac­cese un forte interes­se sul ponte di Pali­no e sul complesso di S. Antonio Abate (Sand’Anduone).

Nel 1981 con un appello radiofonico attraverso  la rubrica Rai “C’è da salvare” e at­traverso il notiziario regionale della Rai,la dott.ssa Donofrio cercò di sensibiliz­zare l’opinione pubblica sull’importanza di queste due opere e la valenza archeologica di tutta l’area. Fornì relazioni storiche con documenti fotografici alla Soprintendenza per i Beni culturali ed archeologici di Bari e Taranto. Nell’ottobre del 1983, organiz­zata con il dott. Enzo Lippolis della Soprintendenza di Fog­gia, la Donofrio tenne una conferenza sul tema “Alle radici della nostra storia. Un paese della Daunia: Sant’Agata di Puglia”, a cui fece seguito una visita guidata alle località archeologiche di Palino-Sand’Anduone, di S. Pietro e S. Maria di Olivola.

A seguito  di tanto interesse ci fu l’interven­to della dott.ssa M. Luisa Nava, della So­printendenza di Foggia, che visitò le zone segnalate e si rese conto della loro importanza.

Oggi, tuttavia,  nonostante i tanti allarmi lanciati da studiosi e associazioni, l’antico ponte continua a trovarsi solo, alla mercé del tempo, dell’incuria e della pioggia, oltraggiato dalla  noncuranza degli uomini che sanno perfettamente che le spalle possenti di quel colosso della storia poco alla volta stanno cedendo.

Ma forse non è tutto ancora perduto, e pare che qualcosa forse si stia muovendo.

È di questi giorni la notizia cheil Ministero dei beni e delle attività Culturali e del Turismo abbia preso in carico lo stato di degrado del ponte e si stia attivando per trovare possibili soluzioni per la sua salvaguardia e valorizzazione.

La nota che esprime tale positivo interessamento è stata inviata dalla segreteria del Ministero alla dott.ssa Nardella, Direttore regionale per i beni architettonici e paesaggistici della Puglia, e per conoscenza al Sig. Nardino Capano, Presidente dell’associazione “Santagatesi nel Mondo”.

Sarà la volta buona?

Noi ci auguriamo di si, dal momento chelegata alla salvezza di quell’antico monumento, c’è anche la parte più nobile della storia del nostro popolo.