(13/05/2014)
LA METAFORA


di Mario De Capraris

Forse è poco noto che a Foggia, lungo la vecchia via Arpi, in Largo Civitella, esiste un monumento che è una metafora. Sembra strano che una metafora sia fatta di marmo, quando è risaputo che invece la metafora è una figura retorica per cui si trasferisce il significato da una parola ad un'altra. Si dice per esempio: “Oggi il mare è una tavola” per dire che è liscio e piatto. Per dare più forza all'immagine si è trasferito il significato dal legno all'acqua. Nel caso invece di Largo Civitella si è trasferito il significato da una parola a un monumento. Mi spiego.

Il monumento della piazza è il costato umano appoggiato per terra. Le costole di marmo che vi sono erette rappresentano la gabbia toracica. Esse sono dell'altezza di circa tre metri, distanziate fra di loro per circa un metro e complessivamente sono tredici, sette da una parte e sei dall'altra. Si è voluto erigere questo monumento per la vicinanza dell'Università. Gli studenti sono intesi come l'ossigeno. Così come, all'interno della gabbia toracica, l'ossigeno costituisce ciò che è importante per l'uomo affinchè continui ad avere le sue funzioni vitali, allo stesso modo gli studenti (l'ossigeno) della vicina università sono l'elemento fondamentale per portare la linfa vitale alla società.