Cover di successi e canzoni meno note dello sterminato repertorio dei Pooh interpretate da 25 tribute band provenienti da tutta Italia. "L'idea è nata nel 2006 a Ponte di Legno, al primo raduno con una decina di tribute band. Poi con un annuncio sul sito e sulla mia pagina Facebook ho lanciato questa iniziativa. E adesso..."
MILANO - "Stavo facendo finta di essere tranquillo, in questi due anni di pausa che ci siamo presi con i Pooh in vista del cinquantennale dalla fondazione del gruppo, ma dato che non so stare fermo ho deciso di fare questa follia". La follia che Red Canzian ha messo in piedi, con la benedizione dei suoi "compagni di musica" - oltre al disco da solista che sta preparando e che uscirà a ottobre e allo spettacolo teatrale tratto dal suo libro Ho visto sessanta volte fiorire il calicanto che sabato debutta a Jesolo - si chiama "Pooh tribute band project", un doppio cd prodotto dallo stesso bassista, in uscita il 15 aprile, con cover di successi e canzoni meno note dello sterminato repertorio di uno dei gruppi più longevi d'Italia, interpretate da 25 tribute band provenienti da tutta Italia, per un totale di 107 musicisti.
"Una roba da Guinness dei primati", scherza Canzian spiegando che l'idea è nata diversi anni fa, quando nel 2006 a Ponte di Legno venne organizzato il primo grande raduno con una decina di tribute band. "In tanti ci hanno chiesto di rifarlo e così, con un annuncio sul sito dei Pooh e sulla mia pagina Facebook, ho lanciato questa iniziativa. Ma stavolta si sono presentate ben 40 band. Chi l'avrebbe mai detto!". Dopo una necessaria scrematura ("Ho ascoltato tutti i provini che sono arrivati, un lavoraccio"), i gruppi selezionati sono stati 25, ognuno dei quali ha scelto una canzone da proporre.
"Io ho solo evitato che ci fossero doppioni", sottolinea Canzian che ha lasciato assoluta libertà ai musicisti coinvolti. E scorrendo la tracklist del doppio cd ci si sorprende a scoprire che mancano canzoni legate indissolubilmente al nome dei Pooh comePiccola Katy o Uomini soli, solo per citarne due. "Sono state preferite canzoni meno famose, dove si suonava di più, più divertenti per una band. E alcune scelte mi hanno davvero stupito, come quella fatta dai Regeneration con Il primo e l'ultimo uomo, un brano del '66, poco conosciuto, scritto prima che io entrassi nel gruppo. La maggior parte sono canzoni degli anni 70 e 80, quelle del rock sinfonico, senza elettronica. E comunque l'obiettivo non voleva essere certo realizzare una raccolta di successi, ma piuttosto regalare a questi ragazzi un sogno".
Le 25 band che hanno partecipato a "Pooh Tribute band project" (distribuito da Warner Music) sono: Aloha, Amici per sempre, Aristos, Artisti Italiani, Ascolta, Boomerang, Brennero '66, Lindbergh, Oasi, Opera Seconda, Palasport, Parsifal, Pasol, Poohlive, Poohregeneration, Preludio, Regeneration, The Book of Pooh, Viva. Età media 30-40 anni, gente cresciuta a pane e Pooh.
"È incredibile la passione, l'amore che hanno nei nostri confronti. E come danno molto più valore di noi a quello che abbiamo fatto. I Pooh hanno sempre guardato a domani, mai a ieri, loro invece si ricordano qualunque cosa. E mi ha stupito il fatto che cercano di imitarci non solo nella musica, nei vestiti, ma anche nel modo di vivere".
E qualcuno è anche diventato vegano sull'esempio di Canzian, come racconta soddisfatto lui stesso, che da anni ha abbandonato carne e pesce. "Volevo realizzare un sogno, sono contento si averlo fatto per loro. Se solo è servito a far star bene una sola persona è già ripagato. Quando fai parte di una gioia, ti tornano solo cose positive. E nel mio caso anche generi alimentari - scherza - dato che dalle band, conoscendo la mia convinta posizione vegana, ho avuto in dono anche fave, caponate, peperoncini".
Per realizzare il progetto, Canzian ha messo a disposizione delle band lo studio di registrazione a Milano dei Pooh e attrezzato di tutto punto due appartamenti nello stesso stabile ("Sono anche andato a fare la spesa"), nei quali si sono alternati i gruppi ogni tre giorni per le incisioni. "Un live? Sarebbe bello, ma ha dei costi improponibili. Magari vediamo se riusciamo a organizzare qualcosa per i 50 anni dei Pooh, i cui preparativi sono a buon punto. Qualcosa tipo "aspettando i Pooh"... Vedremo".
Fonte www.repubblica.it