(09/04/2014) IL TEATRO SANTAGATESE 2° PARTE di Dora Donofrio Del Vecchio | ||
![]() Senatore Francesco Giuseppe Danza primo Presidente della Corte di Appello delle Puglie | ![]() Il Teatro Casa del Sacro Cuore di Gesł | |
Scampolo, scritto ed interpretato dall’attrice italo-americana Maria Iannella, figlia di genitori di origini santagatesi, fu rappresentato prima in America, e nel teatro del S. Cuore nel 1944, interpretato da Carmela Locurcio. Il 2 settembre 1928 s’interpretò La gerla di papà Martin di Carmon, dramma in tre anni. Fu un successo. Gli attori de Il Golgota furono Donato Cela, Rocco Cela, Romolo Cela, Gerardo di Rienzo, Rocco Marinaccio, Angelo Mongiello, Gregorio Pietrocola. Il Cristo fu interpretato dal Pietrocola, i flagellatori dal Mongiello e da Rocco Cela. Degna di essere ricordata è anche l’accademia che si tenne nell’ottobre del 1932 in onore del senatore Francesco Giuseppe Danza, quando fu promosso primo presidente della Corte d’Appello delle Puglie. La sala del teatro fu tutta addobbata con festoni verdi, bandiere tricolori, strisce inneggianti al presidente, che fu prelevato in piazza insieme alle autorità locali da un lungo corteo. Questo il programma: Marcia, Voluntas di Busignani; Inno “Casa del S. Cuore di Gesù”, Musica di M. Benedettini, versi di N. N.; parole di monsignor Pagano; Gloria nostra, Poesia; Vanto e sorriso, Poesia, Nabucco, Verdi, Coro “Va’ pensiero su l’ali dorate...”, dialogo; Czardas di Monti; Pregammo, poesia; Fiori e baci, poesia; Ave Maria di Gounod; La fioraia, poesia del prof. De Carlo; Immortale, poesia; Serenata di Toselli; offerta del dono delle orfane; offerta del dono del giovane artista Gino Marchitelli. Il Dialogo sulla vita del Danza fu recitato da Isa Russo (Isa), Gerardina Schiavone (Gerarda), Luisa Arcozzi (Luisa), Filomena Pagano (Carminella), Antonietta Iacullo (Francesca). Alle poesie, declamate con sentimento dai piccoli Marchitelli Eleonora, Rocchino Carrillo, Peppino Pagano, dalle orfane Francesca Orsolina e Anna Serra, si alternava musica e canto. Al violino era il bravissimo giovane Leonardo Palazzo, all'organo Gerardo Zocchi. Al momento dei doni comparve sul palco l’orfana di guerra Luigia Locore, alla cui destra era un cavalletto a tre piedi con un quadro raffigurante il S. Cuore ricamato a mano, che l’orfana donò al Danza. L’architetto Gino Marchitelli offrì un quadro da lui dipinto. La serata si concluse tra lacrime di commozione, che a stento nascose lo stesso Danza. Il “Giornale d’Italia” ed il “Foglietto di Lucera” del 22 ottobre 1932 ne diedero notizia. L’accademia fu pubblicata dalle Officine grafiche “Fratelli Laterza e Polo” di Bari con il titolo: Accademia musicale-letteraria in onore del senatore Francesco Giuseppe Danza, primo presidente della Corte di appello delle Puglia. Alla recita che si tenne nel febbraio 1931 parteciparono, preparati da suor Michelangela, i piccoli Anzano Graziella, Iacullo Michelina, Caggese Rosina, Locurcio Pompea, Zocchi Antonietta, Montemorra Lucia, Mazzeo Italia, Argentieri Lucia, Lucarelli Giuseppe, Del Grande Francesco, Mocciola Gerardo. Recitarono poesie, canti, scherzi e furono ripetutamente applauditi dal pubblico e richiamati sul palcoscenico sotto una pioggia di confetti. La rappresentazione si ripetette per tre sere consecutive. Al saggio del 1935, parteciparono da attori Eleonora Marchitelli e fratello, Iacullo Michelina, Ingegno Irma, Di Miscio Mario e Gerardo, De Fino Elena, Cela Marianna, Locurcio Carmelina, Sanità Raffaele, Inneo Giuseppina. Grande fu il successo ed il concorso di spettatori. Il saggio finale del 7 agosto 1938 si svolse secondo questo programma: G. Carducci, Ave Maria, Coro; 2. Omaggio dei tipografi della Casa del S. Cuore, Discorso, Acrostico; 3. Discorso; 4. Monologo; 5. Preghiera, Canto; 6. Poesia; 7. Poesia per onomastico; 8. Canto per onomastico; 9. Dialoghetto Direttore; 10. Dialogo al Parroco; 11. Operetta, L'ombrellaio; 12. Coro orfane; 13. Scenetta: Arresi, Fanciulli cattolici; 14. Ginnastica delle orfane; 15. Stella d'Italia, dialogo e canto; 16. Poesia di ringraziamento. Il prof. Donato Cela scrisse l’acrostico, stampato in grossi fogli a più colori ed anche su civettuolo libretto “Omaggio dei tipografi” insieme al programma. ACROSTICO Come soave torna al nostro cuore Amica voce che ad amar c'esorta; Sospira e canta, a l'anima risorta Arcana melodia consolatrice! D'anime caste e d'innocenti pargoli Estasi e speme de l'età cadente Luce diffonde a l’anima gemente, Spasima e sogna d'abbracciare il mondo. Arca di pace in mezzo a le procelle Candida passa e corre a consolare Rotti singulti, illusioni amare, Oceano di ben, conforto estremo. Casa d'amor che a l'orfana la lagrima Umile asciughi e l'ultima raccogli Oh! Infondi ai nostri spiriti già spogli Rara virtù che abbracci in un sol palpito E tutti ami gli uomini che piangono. Dora Donofrio Del Vecchio | ||