(05/04/2014)
IL TEATRO SANTAGATESE 1° PARTE


di Dora Donofrio Del Vecchio
Il Teatro della Casa del Sacro Cuore di Gesù
 Il Teatro della Casa del Sacro Cuore di Gesł


Banda Musicale Santagatese
 Banda Musicale Santagatese


Nella grande sala nord del castello i marchesi Loffredo avevano il teatro nel quale recitavano i santagatesi in varie circostanze e, per tradizione, sempre la sera del 10 agosto, festa di S. Lorenzo. Vi recitavano attori cittadini di varia estrazione sociale e solo uomini, che impersonavano anche donne, e recitavano testi prevalentemente tratti da biografie di santi e martiri, come S. Lorenzo, S. Giustina, S. Gaetano, S. Lucia, S. Antonio di Padova. Questo fino agli inizi dell’800. Dopo un’interruzione di qualche decennio, nel 1842 riprese l’attività teatrale grazie al contributo economico di quattordici famiglie benestanti e dei circoli santagatesi, attività che si spense per noie poliziesche. Si recitava nella casa marchesale sita nella Piazza vecchia, poco distante dalla chiesa di S. Nicola. Vi recitavano anche, oltre agli attori di Sant’Agata, i comici di passaggio. Dopo il 1888 il teatro fu ripreso con maggiore impegno per iniziativa di professionisti ed operai che recitavano in un sottano del palazzo Volpe al Perillo. Il 7 agosto 1924 fu inaugurato il teatro della “Casa del Sacro Cuore di Gesù” per volontà di mons. Donato Pagano. Nel mese di giugno del 1931 il teatro fu dotato di un pianoforte Kum e Kubert – Zurich acquistato dalla ditta Giannini di Bari, che costò lire 2088,75. Così, oltre ad impartire lezioni di pianoforte alle orfane ed alle giovani e giovani esterni, le suore Missionarie del S. Cuore, cui era affidata la “Casa”, potevano accompagnare con la musica attività e rappresentazioni teatrali. Accompagnavano i testi violinisti, pianisti, esperti di musica come il maestro della banda musicale santagatese Michele Benedettini, il violinista Leonardo Palazzo con il suo concertino, Gerardo e Salvatore Zocchi, Giuseppe Fredella. Per il teatro della “Casa” ha suonato il pianoforte Danza Lorenzino, pianista di fama mondiale di origini santagatesi. Un contributo di rilievo fu dato sempre da Gino Marchitelli, commediografo, poeta, artista, scrittore; da Enzo Liberti, artista, pittore, scultore, autore di libretti per teatro, esperto in musica e canto. Il teatro della “Casa del S. Cuore” era ubicato al primo piano e si affacciava nell’ampio cortile sulla destra per chi saliva. La platea aveva quattro porte, una si apriva nel cortile, le altre tre nel corridoio che portava alla chiesa di S. Angelo. Il palcoscenico era di mt. 5x4 (20 mq.), la sala di metri 12x5½ (oltre 60 mq.). Nel pavimento del palcoscenico si apriva la botola in cui si collocava il suggeritore. C’erano tre spogliatoi e sei gabinetti. La sala venne prolungata nel 1935. Essa veniva attrezzata per le rappresentazioni prendendo le sedie dalla chiesa di S. Angelo, dal laboratorio di ricamo e dalla cappella della “Casa”. La mattina era adibita a refettorio dei bambini dell’asilo, e diventava per gli stessi un luogo di ricreazione nei giorni di pioggia, quando non potevano giocare all’aperto nel cortile. Vi recitavano i bambini dell’asilo (tra loro anche chi scrive), le orfane, le signorine del laboratorio di ricamo, le giovani ed i giovani dell’Azione cattolica, studenti ed operai. Le recite richiamavano numeroso pubblico, autorità, genitori e parenti dei bambini, alunni ed insegnanti della scuola elementare. Si recitava per l’albero di Natale, a Capodanno, a Carnevale, per l’onomastico del fondatore mons. Pagano, il giorno di San Donato, per la presenza di visitatori illustri della “Casa”, per la festa della mamma. Una recita dei bambini dell’asilo coincideva con il Saggio finale che si teneva il giorno 7 agosto. Gli incassi delle offerte aiutarono molto le finanze della pia istituzione. Da vere attrici recitavano le orfane. Delle numerose opere rappresentate nel teatro della Casa del S. Cuore in Sant’Agata di Puglia si ricordano: Lo spazzacamino, La vendetta della zingara, S. Agnese, Il figliuol prodigo, Il Golgota, San Gerardo Majella, La suora missionaria, Scampolo, Il castellano di Altaguarda, La locandiera di C. Goldoni, Occhio di Falco, Il piccolo poliziotto, La gloriosa canaglia, La gerla di papà Martin, San Massimiliano Maria Kolbe. Dora Donofrio Del Vecchio