(04/03/2014) SANT'AGATADI PUGLIA : IL REGOLAMENTO DI IGIENE E D'ORNATO DEL 1928 Tratto da schede del calendario 2014 edito dal Comune di Sant'Agata di Puglia di Dora Donofrio Del Vecchio di Dora Donofrio Del Vecchio | ||
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Attenzione all’ambiente ed all’aspetto paesaggistico di Sant’Agata di Puglia si registrò particolarmente durante il Ventennio fascista, quando venne ampliata la Piazza XX Settembre e migliorata la percorribilità delle strade rurali ed interne. Molte di queste vennero pavimentate, illuminate con lampade ad arco lungo, corredate di ringhiere. Furono costruiti muraglioni di contenimento, si piantarono migliaia di alberi di acacie, oleandri, olivastri, olmi, lauri sui fianchi della montagna su cui sorge il paese. Il podestà Donato Barbato nel 1928 intervenne per l’igiene pubblica e la nettezza urbana con il Regolamento d’igiene e d’ornato, che costrinse a costruire fuori del paese porcili (jusìrre) per animali domestici, come galline, capre e maiali, che prima rimanevano nelle strade con gravi danni per la salute. Il pubblico mattatoio fu impiantato nei locali del convento di S. Carlo, e istituito il servizio trasporto carni in carro coperto, contro l’abitudine di macellare animali in casa o nelle strade. Le macellerie dovevano essere separate dalle abitazioni. Fu fatta ingiunzione agli abitanti di tenere il tratto di strada prospiciente la propria abitazione sempre pulito, con il divieto di stendere biancheria per le strade, di ostruire le stesse con materiale ingombrante, di gettare per la strada acqua o spazzatura. Fu istituito un pubblico mercato per la vendita dei prodotti importati per evitare lo sconcio della sosta di traini e muli e l’esposizione della merce nella pubblica piazza. I cani dovevano avere la museruola e per i randagi fu aperto un canile. Il Regolamento poneva freno agli abusi edilizi ed alle appropriazioni indebite del demanio comunale. Non si poteva più porre mano ai lavori di muratura senza l’approvazione del progetto ed il relativo nulla osta. Per tutelare il patrimonio boschivo fu eseguita la numerazione e stima di tutti gli alberi di dote dei boschi comunali Coste Lavanghe e Cesine. Nel 1931 arrivò l’acqua a Sant’Agata e, con essa, igiene e civiltà. | ||