(07/12/2013)
IL CULTO PER LA VERGINE IMMACOLATA A SANT'AGATA DI PUGLIA


di Dora Donofrio Del Vecchio
La Vergine Immacolata nella Chiesa di S.Nicola Ph Maurix Pietrocola
 La Vergine Immacolata nella Chiesa di S.Nicola Ph Maurix Pietrocola


Forte e molto radicato è il culto mariano nel mondo cattolico. Esso ebbe un forte rilancio nel secolo XVI dopo il Concilio di Trento in risposta all’urgenza della Chiesa di difendere l’ortodossia cattolica contro l’eresia protestante. Crebbe nei secoli successivi. Si rafforzò nel XIX in seguito alla visione di S. Caterina Labouré a Parigi nel 1838 ed a Lourdes di Bernadette Soubirous nel 1858, ed alla proclamazione del dogma dell’Immacolato Concepimento di Maria nel 1854.Ma fu nel secolo XX che culminò in un grande movimento mariano cui diede linfa la definizione dogmatica dell’Assunzione di Maria Vergine al Cielo “anima e corpo” di papa Pio XII dell’1-11-1950 e la celebrazione dell’anno mariano 1954 in cui si solennizzò il centenario del dogma dell’Immacolata l’8 dicembre. Cinque anni dopo, il 13 settembre 1959, a Catania, tutta l’Italia si consacrò alla Vergine Immacolata.Il culto mariano si identifica principalmente con quello per l’Immacolata e l’altro per la Vergine Assunta in cielo.L’iconografia ha rappresentato l’Immacolata secondo i simboli del Cantico dei cantici (paragonata agli astri, al sole , alla luna, ecc.) e secondo gli attributi dell’Apocalisse (la corona di dodici stelle, la luna sotto i piedi, l’alone di luce, ecc.) ma con il tempo tanti simboli sono andati scomparendo e l’immagine dell’Immacolata è quella della donna che vince il peccato originale e schiaccia il capo del serpente tentatore. Recentemente si rappresenta secondo la visione di Lourdes.Nell’iconografia la Vergine Immacolata ha gli occhi rivolti in basso al contrario dell’Assunta che li ha rivolti verso il cielo.Sull’Immacolato Concepimento di Maria si accese una controversia tra maculisti ed immaculisti. Immaculisti furono i Francescani che con Duns Scoto, filosofo e teologo dell’Ordine, sostennero che la Vergine fu preservata dal peccato originale prima della nascita. Papa Sisto IV, francescano, approvò la dottrina dell’Immacolata Concezione e nel 1500 gesuiti e francescani ne diffusero il culto. Nel 1644 la festa dell’Immacolata divenne obbligatoria in Spagna e dal 1708 in tutti i paesi cattolici. L’enciclica Ineffabilis Deus dell’8 dicembre 1854 di papa Pio IX ne proclamò il dogma.A Sant’Agata il culto dell’Immacolata fu introdotto certamente dai Francescani conventuali della SS.ma Annunziata, presenti sul territorio dal 1443, e sostenuto dai Francescani riformati insediatisi nel convento di S. Carlo nel 1613. Nelle chiese dei loro conventi era presente l’altare della Vergine Immacolata, particolare patrona dell’Ordine dopo il Capitolo di Toledo del 1854. Nella chiesa dell’Annunziata la statua dell’Immacolata era sull’altare maggiore (sostituì una tela logora della SS.ma Annunziata), in quella di S. Carlo a sinistra dell’altare maggiore, e l’altare in pietra del Calaggio era dotato di privilegio a suffragio dei defunti. La bella statua della chiesa di S. Carlo è ora nella chiesa di S. Michele Arcangelo e l’altare è quello della Madonna dell’Aiuto nella chiesa di S. Andrea.Il 29 novembre 1953 i Francescani istituirono a Sant’Agata la Milizia di Maria Immacolata e l’8 dicembre 1954 dedicarono l’intera comunità alla Vergine Immacolata. Il 2 febbraio 1958, in ricorrenza del I Centenario dell’apparizione di Lourdes, fu scoperta una statua dell’Immacolata sul Piazzale del loro convento.A testimoniare la popolarità di questo culto mariano a Sant’Agata di Puglia è l’istituzione della confraternita dell’Immacolata nella chiesa della SS.ma Annunziata nella seconda metà del ‘700 da parte degli stessi Padri. Una confraternita sorta sul ceppo di quella dell’Annunziata, fondata nella setta chiesa dagli stessi Padri, per cui si chiamò per lungo tempo indifferentemente dell’Annunziata e dell’Immacolata.Essa aveva un suo statuto per il quale ottenne il regio assenso da Ferdinando IV di Borbone il 4 giugno del 1800, e l’approvazione del vescovo di Bovino, mons. Salvator M. Bressi, il 13 novembre1886. Scritto dal regio notaio Carlo Zefilippo di Sant’Agata, si compone di 8 paragrafi, e dei 29 confratelli firmatari 14 firmano con il segno di croce.L’abito dei confratelli dell’Immacolata era costituito da saio bianco con la “cocolla” bianca, cingolo celeste, mozzetta color latte con piccolo cappuccio, tracolla color latte con l’immagine dell’Immacolata dalla parte sinistra tenuta da fettuccia celeste con grande fiocco che “unisce al fianco destro”, scarpe bianche e cappello bianco pendente sulla spalla.La fraternità dell’Immacolata non era possidente, e lo conferma una relazione del priore Giuseppe Cavaliere del 1929, anno in cui era sostenuta da quella di S Antonio. Nel 1939 contava 19 confratelli e 75 consociati.La devozione verso l’Immacolata a Sant’Agata si concretizza, oltre che nella novena, anche nella pia pratica della “peregrinatio” di Maria, la Madonna Pellegrina. Seguendo un elenco di famiglie ed un calendario, la “Vergine Immacolata” gira per le case e in ciascuna sosta per un giorno. Dinanzi alla sacra immagine la famiglia si riunisce, prega, recita il S. Rosario. La pratica fu promossa dalla signorina Anna Rosati con la collaborazione di Nicola Donofrio nell’Anno Santo 1950, e conta, quindi, oltre 60 anni. Lo stesso Donofrio fece pervenire da Ortisei oltre duecento statue della Vergine che, benedette, furono collocate nelle case di altrettante famiglie, le quali adottarono la pratica del S. Rosario quotidiano.Nel corso degli anni la statua della Madonna Pellegrina, che prima era quella dell’Immacolata Concezione, è stata sostituita da una statua della Madonna di Fatima.La Milizia dell’Immacolata, istituita come già detto nel 1953, ebbe anche un giornale ciclostilato dal titolo “Militi oggi” , quattro pagine che proponevano soprattutto riflessioni mariane. Era curato da frate Alfonso Granchelli e Rosario Brescia con la collaborazione di altri “militi” e distribuito gratuitamente nell’ambito della Milizia dell’Immacolata ed anche alla popolazione.Nell’anno mariano 1954 gli stessi francescani conventuali del convento della SS.ma Annunziata istituirono la “peregrinatio” di Maria nel mese di maggio con tre statue della Vergine. Di loro una girava per le masserie. Ne curava l’avvicendamento la signora Marianna Cela, poi Carmela Locurcio e Franca Perrella. Nello stesso anno, per diffondere il culto della Vergine, i Padri donarono la statua dell’Immacolata alle scuole, alle carceri, alla Casa del S. Cuore, agli uffici (Poste, Comune, Pretura).Ancora oggi, la Madonna Pellegrina visita le case dei santagatesi e attiva è la Milizia dell’Immacolata.Una preghiera così saluta la Vergine:Bbongiorne, Maronna miaTu sì la mamma miaImmacolata Concezzioneramme la sanda benerezzione.Dora Donofrio Del Vecchio