(27/11/2013) SANT'AGATA DI PUGLIA NEI PRIMI ANNI DEL SECOLO SCORSO di Mario De Capraris | ||
![]() Convento S.Carlo opera pittorica di Antonio Bergantino | Stazione FFSS Candela-Sant'Agata di Puglia | |
Oggi che “tutto il mondo è un villaggio globale” appare evidente che gli inizi del secolo scorso a Sant'Agata furono segnati più che mai da una intensa partecipazione popolare alla cosa pubblica perchè allora il villaggio era veramente villaggio, nel senso che – tranne i pochi che emigravano all'estero e non tornavano più – era raro muoversi fuori dei confini del paese e perciò spesso la convivenza forzata portava scintille di cui si ha memoria ancora oggi. È risaputo infatti quanto accadde nell'ottobre del 1913 quando ci fu una sommossa di piazza in cui i manifestanti ci mancò poco che forzassero le porte e occupassero il Municipio. Cosa che invece si verificò puntualmente in una successiva manifestazione che ebbe luogo nell'aprile del 1927 quando avvenne un vero assalto al palazzo del Comune. In quest'ultimo caso pare che i motivi fossero da ricercare nel divieto, che venne emanato, di tenere in casa animali come maiali, capre, pecore e conigli, e anche di allevare galline in mezzo alla strada. Ma qualcuno sosteneva che in realtà il motivo fosse dovuto ad un contrasto tra Autorità relativo alla istituzione del Mattatoio presso il convento di San Carlo. In quel contesto venne pronunciata la celebre frase passata poi alla storia: “Io ti ho fatto sindaco e io ti faccio andare via dal Comune”. Frase che la dice lunga sullo spirito privo di condizionamenti che animava la vita sociale del paese. Gli anni Venti furono gli anni in cui tra l'altro si riuscì a realizzare la derivazione di parte della sorgente Acquatorta che Accadia ci aveva sempre impedito di mettere in atto. Sant'Agata allora contava oltre seimila abitanti. Un altro importante traguardo fu ottenuto per la scritta della stazione più vicina, la quale prima riportava solo “Candela” e poi, dopo tanto insistere, si riuscì a far aggiungere il nome del nostro paese, così la stazione venne intitolata “Candela Sant'Agata di Puglia” (erano tempi in cui ci si teneva a comparire sulle carte ferroviarie). Sempre negli anni Venti c'era il progetto di realizzare la circonvallazione, ossia la strada Panoramica dal Perillo al Calvario passando per il Parco della Rimembranza che doveva sorgere davanti al Pastificio Fredella, ma dovevano passare ancora altri anni perchè venisse alla luce. Era lodevole l'impegno di chi amministrava che si dava da fare per migliorare il paese, a cominciare dal programma di riforestare la parte priva di case della montagna (erano verdi ancor prima che nascesse il movimento dei verdi) – Piano di San Carlo, Fontana pubblica, Serrone – per finire al convento di San Carlo, a proposito del quale le intenzioni erano le migliori (stazione di Sosta e di Monta, laboratorio di arti e mestieri per i figli dei contadini) sebbene si era consapevoli dell'abbandono che ne era seguito dopo che i frati erano andati via, e comunque, anche se rovinato, era servito allo scopo nell'infezione di vaiolo che si era avuta anni prima, perchè era stato usato come ospedaletto. | ||