(23/11/2013)
GIUSEPPE LONGO UN SANTAGATESE DOC


di Salvatore Longo
Il Rag. Giuseppe Longo
 Il Rag. Giuseppe Longo


Sant’Agata di Puglia,11-12-1910  - Matera,18-11-2013 

            Il rag. Giuseppe Longo è stato uno dei tanti  rappresentanti  della comunità santagatese che, per motivi di lavoro, hanno lasciato il loro paese d’origine per vivere altrove; infatti, nel 1939 si trasferì a Foggia per occuparsi in un Istituto di credito. Precedentemente aveva lavorato a Sant’Agata presso il mulino-pastificio dei fratelli Fredella dedicandosi alla contabilità della suddetta azienda.

            Terminata la  guerra, si trasferì a Matera dove si sposò ed ha vissuto la sua lunga vita. Tuttavia non dimenticò il suo paese d’origine, raggiungendolo con frequenza per trascorrere il consueto periodo di ferie. Non mancava di portare con sé la numerosa  famiglia trasmettendole l’attaccamento alle sue origini e  consentendole, nei suddetti  momenti,  pure di conoscere gli aspetti meno noti della comunità santagatese. Fu un appuntamento immancabile che continuò nel tempo.

              I tratti della civiltà santagatese non passarono inosservati e si colsero nel suo comportamento, connotato da  numerose ed apprezzabili qualità. Innanzitutto mostrò  una continua e profonda dedizione al lavoro che gli valsero un motivato riconoscimento espresso, a carriera ultimata, dall’azienda con una medaglia d’oro. Alla sacralità del lavoro si aggiunsero la competenza e l’intelligenza nella realizzazione di qualsiasi obiettivo o iniziativa proposti dall’azienda, in cui  non mancò di esprimere un profondo senso di umanità fondato su un  rispetto reciproco e su un dialogo costruttivo.

            Un’ altra componente  della sua personalità fu il culto della famiglia alimentato con grande passione senza trascurare, nonostante i continui e gravosi impegni di lavoro, l’educazione dei figli  che nell’ambito cittadino si distinguono per la loro preparazione professionale e per la loro correttezza morale.

            Fu anche un uomo di fede,  vissuta  in famiglia durante la sua infanzia ed accresciuta con la frequenza  della chiesa. Ogni avvenimento della vita lo confrontò con la sua religiosità  da cui traeva qualsiasi motivazione esistenziale. Fu compagno di scuola di mons. Antonio Labriola, passato a miglior vita già  da tempo, un ecclesiastico ancora noto per le sue non comuni doti pastorali nel popolo santagatese.

            Le sue relazioni con il paese d’origine furono sempre attive; in questi ultimi tempi, non potendoli incontrare personalmente, non mancò di telefonare ad alcuni  amici: il maestro Fazio Florio, deceduto da poco,  e il sig. Michele Perrone, ultranovantenne, che gli fece visita nel maggio scorso. Ricordò sempre, con affetto, gli altri amici che lo hanno preceduto in Cielo: il prof. Leonardo Palazzo, musicista di valore,  e il buon sacerdote salesiano, dott. Antonio Antonacci. Con loro pur non avendo una corrispondenza epistolare, scambiava puntualmente gli auguri delle festività natalizie e pasquali che furono davvero immancabili. L’amicizia con il prof. Palazzo fu alimentata, durante gli anni giovanili,  anche dal suo interesse  per la musica. Invece, quando si incontrava con  don Antonio Antonacci ricordava gli anni della giovinezza, evidenziando anche le costanti relazioni intrattenute con le rispettive famiglie.

            Da  queste semplici e brevi considerazioni è possibile cogliere il vero significato della civiltà santagatese,  che ha generato uomini illustri e di grande statura, in verità tanti, che non hanno mai dimenticato il loro paese di origine, citandolo con fierezza  ed orgoglio nei momenti più opportuni.  Anche l’ambiente umano e sociale di Sant’Agata ha avuto un ruolo  importante per la loro affermazione. E’ un invito a non dimenticare il proprio passato ed un impegno  a collaborare allo sviluppo della  vita sociale con un vero senso di  responsabilità.