(08/09/2013)
SETTANT'ANNI FA L'ARMISTIZIO PONEVA FINE ALLA II GUERRA MONDIALE
L'8 settembre 1943 l'annuncio di Badoglio alla radio e poi il caos

di Samantha Berardino

 
Era la sera dell’8 settembre del 1943, settant'anni fa, quando, alle ore 19.42, il maresciallo Pietro Badoglio, capo del Governo italiano dell’epoca, leggeva un comunicato ai microfoni della Eiar in cui informava gli italiani dell'armistizio raggiunto con gli Alleati e firmato cinque giorni prima, il 3 settembre, a Cassibile.
Lì, in provincia di Siracusa, nella tenda quartier generale, le autorità diplomatiche e militari firmano l'armistizio tra l'Italia e le Forze Alleate. Presenti il generale statunitense Walter Bedell Smith (futuro direttore della CIA), il commodoro inglese Royer Dick, il maggiore generale statunitense Lowell Rooks, il capitano inglese De Haar, il generale italiano, in borghese, Giuseppe Castellano, il brigadiere generale inglese Kenneth Strong e infine il funzionario degli Esteri italiano Franco Montanari, interprete per parte italiana. 
L'armistizio di Cassibile (detto anche armistizio corto), fu un armistizio siglato segretamente, nella cittadina di Cassibile, il 3 settembre del 1943, e l'atto con il quale il Regno d'Italia cessò le ostilità contro le forze Anglo-Americane Alleate, nell'ambito della seconda guerra mondiale. In realtà non si trattava affatto di un armistizio, ma di una vera e propria resa senza condizioni.
L'annuncio arrivò però l'8 settembre, quasi due ore dopo quello fatto dal generale Eisenhower, e lasciò gli italiani sbigottiti e che, dopo la speranza di una rapida conclusione del conflitto, fu subito sostituito dal timore per la reazione degli ex alleati tedeschi, anche per lo stato di sbando in cui precipitò l’esercito italiano, lasciato senza direttive, mentre all'alba del 9 settembre il Re e lo stesso Badoglio lasciavano precipitosamente Roma, fuggendo alla volta di Brindisi.
Iniziò allora uno dei momenti più tragici per l’Italia, piombata in un grande vuoto che fece da prologo alla guerra che insanguinò il Paese per altri due anni.
Tutti a casa, come diceva il titolo di un celebre film di Luigi Comencini? Non proprio: sarebbe stato troppo bello, visto che la realtà si rivelò presto dura e nefasta, chiamando ognuno a scegliere se camminare verso Nord, dove si sarebbe presto costituita la Repubblica di Salò o andare verso Sud, dove erano gli alleati, 
Ma quello fu un nuovo inzio. L'uscita in scena dell'Italia da un conflitto mondiale disastoso e totalmente distruttivo.
Una riflessione quanto mai doverosa, soprattutto in questo momento in cui si discute l'ipotesi nefasta di un eventuale nuovo conflitto di portata mondiale, se gli Stati Uniti decidessero di far partire il raid aereo contro la Siria.